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Io ti penso.
Ti penso mentre vago su queste strade piovose di Firenze, mentre scruto nelle bocchette del vino, sperando di incrociare la tua mano che, delicatamente, mi porge un calice vuoto per riempirlo insieme a te.
Ti penso durante il mattino, quello in cui tu dormi, quello in cui tu non vivi perché solo la sera ti accoglie.
Ti penso nel verde accanto al fiume, su quel ponte dove ci siamo conosciuti la prima volta in primavera, dove ancora i fiori facevano fatica a nascere per la nostra timidezza.
Ti penso nei pomeriggi freddi di gennaio, rinfrescando la memoria di merende sulle colline e su quei prati distesi che ancora non ci conoscevano bene.
Ti penso senza dirtelo, ti penso senza fare rumore. In punta di piedi sui tuoi pensieri vengo a trovarti, sperando di poter capire quello che non vuoi dire.
Non so se ne vale la pena pensarti, perché non so se tutto questo struggersi è amore, ma sento che ti penso e va bene anche così.