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C'era una volta un'autrice che si faceva chiamare Rainbow perché amava tutti i colori, a Rainbow piaceva l’allegria. le piaceva tanto sentirsi viva, briosa e in pace con il mondo.
Un bel giorno, dopo aver fatto appassionatamente l'amore col suo Cielo ebbe un’illuminazione: se posso decidere come chiamarmi posso anche decidere che tipo di arcobaleno essere. Perché non essere un Rainbow senza il giallo? Cancellò il giallo dai suoi vestiti, regalò alla sua amica Sonia la borsetta giallo limone e disse addio a tutti quei panni in microfibra gialli che utilizzava per le pulizie di primavera.
Se Gandalf il Bianco era la versone potenziata di Gandalf il Grigio allora Rainbow without the Yellow sarebbe diventava la paladina degli incompleti, nostra signora dei calzini spaiati, la lady di ferro dell'imperfezione, insomma un falso arcobaleno.
Rainbow without the Yellow affascinò chiunque con i suoi colori: folle adoranti di imperfetti e incompleti si identificarono in lei. Dimostrò che
non servono tutti i colori per brillare e che ognuno di noi è speciale nella sua diversità. Insegnò alle folle a non fidarsi delle apparenze, la vera magia non nasce dalla perfezione ma dal coraggio di essere sé stessi, incompleti e spettacolari.
Morale: fare l'amore è l’atto più creativo, felice e potente che esista, è energia dirompente, portatrice di verità e di colore. Gli arcobaleni trovano sempre un modo per brillare, ai cattivi non resta che consolarsi coi videogiochi.