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Il suono della dolce lira
Un triste pianto piange la lira,
il pianto di colei che amava.
Suonava così la lira per sfuggire ai brutti pensieri,
ma nonostante ciò i brutti ricordi giunsero alla mente della povera ragazza,
la quale non riuscì a non domandarsi a se stessa
quelle parole che sapeva che una risposta l’avrebbe ferita,
ma le quali non riusciva a togliersi dalla testa:
Non sono abbastanza perfetta per i suoi standard?
O forse sto cercando di dimostrarlo alla persona errata?
Colei che non mi valorizza abbastanza…
Il cuore ascoltava quelle note,
che al suono sembravano dolci,
ma che lei sola, sapeva il loro impatto letale su di lei.
Nonostante il dolore che provava,
non riusciva ad incolpare il suo caro Orfeo,
il quale per solo spirito impaziente,
perse per sempre la sua amata nell’oscurità.
Euridice, però io non sono,
E il mio adorato, simile ad Orfeo non è:
non avrebbe mai fatto di tutto per salvarmi,
ma come lui,
mi diede false speranze, per poi farmi risucchiare dalle tenebre,
tutto per un suo piccolo capriccio.
Quello che alla luce dei fatti sembrava un esile sfizio,
così esile che mi costò assai caro.