L'uomo metallico: la genesi

scritto da honeyboy
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di honeyboy
ho
Autore del testo honeyboy
Immagine di honeyboy
ho
L'uomo metallico: la genesi
- Nota dell'autore honeyboy

Testo: L'uomo metallico: la genesi
di honeyboy

Quando l’uomo metallico venne alla luce il mondo vibrava ancora in piena armonia. Qualche anno prima che la furia devastatrice della Guerra, l’industria dell’entropia, si abbattesse su queste terre per inondarle di sangue. L’uomo metallico venne alla luce in un’epoca primitiva e come un relitto riemerso dalla profondità degli abissi un giorno avrebbe testimoniato, attraverso la sua ruggine, che quell’epoca armoniosa era davvero esistita.
Assemblaggio paziente di alcuni scarti e pezzi di ferraglia, vecchi schermi televisivi, cestelli della lavatrice, rimasugli ferroelettrici l’uomo metallico fu munito di una telecamera, non tanto per avere uno sguardo sul mondo quanto per registrare, archiviare, osservare. L’uomo metallico fu forgiato secondo un criterio di inespugnabile obiettività, non avrebbe potuto parteggiare per Pat Garret o Billy the Kid, piangere e provare un qualsiasi tipo di emozione, giudicare le persone, lasciarsi andare a moralismi. Uno strumento di oggettivazione come scongiura tecnica della morte di ogni antropologia, uno strumento necrofilo in vista dell’estinzione del genere umano, uno strumento di conservazione della vita oltre la vita affinché la registrazione di ogni gesto lasci al mondo un’immagine dell’uomo anche dopo la sua fine.
Vivere, per l’uomo metallico, è come ripetete, comunicare come ribadire. Un minuto per l’uomo metallico è l’insignificante ripetersi di sessanta secondi tutti identici. Oliare i meccanismi, dunque replicare.
Lo condussero in una casa senza fronzoli di un centro abitato senza fronzoli per aderire all’umanità in carne-ed-ossa. L’umanità in carne-ed-ossa di cui l’uomo metallico può giusto percepire la differenza formale, cromatica, le cicatrici al posto della ruggine come segno del tempo.
E mosse i suoi primi passi, cominciò a trasformare il mondo in repertorio, scrisse le prime righe dell’antologia del genere umano.
L'uomo metallico: la genesi testo di honeyboy
0