Soffio.

scritto da Aradia
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Io.
- Nota dell'autore Aradia

Testo: Soffio.
di Aradia

Sentire passi scostanti,
una canzone che si ripete,
un suono assillante,
tra le dita le ali,
come carta velina.

Stappare fogli
e ascoltare un grido acuto,
- Non è nulla.
Ritrovarsi sospesi sul cornicione,
l’aquilone che muta,
si trasforma in una scala.
Una scala di cartapesta.
Alzare gli occhi al cielo
e rimanerne abbagliati,
solo azzurro
dov’è l’oro?

Cercare a tentoni una spilla
e affondarla nella carne morbida.
Le labbra
trasparenti,
increspate come onde.
Con un sorriso t’accompagno
verso quella fossa,
camminare in punta di piedi,
sulle ciglia folte.
Ed è mascara che s’attacca,
come lacca sui piedi incerti.

Sentire l’anima del foglio,
come una nuvola di fumo,
una melodia che invade
il petto contratto,
un soffio colorato.

Passi che rincorrono
quel cerchio d’oro,
- Ti vedo dentro.
Ritrovarsi sospesi sull’altalena,
saltare è come scivolare,
scivolare sul prato bagnato.
Un prato che solletica il corpo.
Alzare il viso verso l’alto
e vedere la goccia,
in caduta libera.
Schiudere le labbra e bere.

Trovare una piuma
e avvicinarla al ventre.
Le dita
limpide,
fini come raggi.
Disegnare l’infinito,
con braccia tese,
camminando sulla fune
e riderne sino alle vertigine.
Cipria che si fonde,
ci confonde.
Soffio. testo di Aradia
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