Lo Spirito Santo

scritto da fedepell
Scritto 10 anni fa • Pubblicato 10 anni fa • Revisionato 10 anni fa
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Testo: Lo Spirito Santo
di fedepell

Esistono molte idee errate sull’identità dello Spirito Santo. Alcuni considerano lo Spirito Santo come una forza mistica. Altri intendono lo Spirito Santo come la potenza impersonale che Dio mette a disposizione dei seguaci di Cristo.
Perché è difficile capirlo ? Perché lo Spirito Santo non si è rivelato con i lineamenti di una persona umana.
Leggendo le Scritture, possiamo raffigurarci, in qualche modo, Dio Padre, come un buon papà, Gesù Cristo, come un uomo in carne e ossa e, oltre tutto, bello, intelligente, carismatico, ma non riusciamo a trovare un soggetto visibile che possa richiamarci, sia pure in modo approssimativo, lo Spirito Santo.
Secondo il Credo cattolico, lo Spirito Santo è la terza Persona (non certo per importanza) della Santissima Trinità. Il termine “persona” non deve ritenersi, come erroneamente può a volte accadere, riferibile esclusivamente alla persona umana, bensì, nella definizione di San. Tommaso D’Aquino, ad un soggetto che presenti due aspetti essenziali: l’aspetto ontologico (l’esistenza) e l’aspetto psicologico (razionale o intellettuale).
Lo Spirito Santo, sulla base dei più approfonditi studi teologici, può definirsi come la Persona che nel Mistero Trinitario costituisce l’Amore sostanziale che procede dal Padre al Figlio e li unisce l’un l’altro in unità di amore e di spirito e, nell’Incarnazione, congiunge una Persona divina a una persona umana.
Ci è stato, infatti, rivelato che: “Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Gv 4, 16). “Queste parole della Prima Lettera di Giovanni– come indicato da Benedetto XVI nella mirabile enciclica ‘Deus caritas est’- esprimono con singolare chiarezza il centro della fede cristiana: l’immagine cristiana di Dio e anche la conseguente immagine dell’uomo e del suo cammino”.
L’amore esprime un concetto di relazione (per la sua realizzazione bisogna, infatti, essere almeno in due): se, quindi, l’amore non è una qualità di Dio in quanto Dio stesso è amore e Dio è perfetto e non ha bisogno di altri soggetti al di fuori di sé stesso, l’amore, in Lui, si realizza per l’esistenza delle due altre Persone (il Padre ed il Figlio), tre le quali l’amore sostanziale (Spirito Santo) si pone come terza Persona che, procedendo tra di loro, ne realizza una perfetta unione, nella Santissima Trinità.
La Santissima Trinità ed, in essa, soprattutto la figura dello Spirito Santo, costituisce uno dei più grandi misteri della fede cristiana alla cui completa comprensione la mente umana non potrà mai pervenire.
Secondo un’espressione che ha radici molto lontane, “lo Spirito Santo è il divino sconosciuto”.
Agli inizi della Chiesa l'apostolo Paolo, giungendo da Corinto a Efeso, incontra alcuni discepoli e chiede loro: "Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?". Gli risposero: "Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo". Ed egli disse: "Quale battesimo avete ricevuto?". "Il Battesimo di Giovanni", risposero.
Paolo allora li istruisce, li battezza "nel nome del Signore Gesù" e, nel momento nel quale impose le mani, scese su di loro lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetavano.
Paolo non si sorprende di questa mancata conoscenza dello Spirito Santo, perché si era agli inizi e non tutto era ancora chiaro, soprattutto riguardo allo Spirito Santo, che è la Persona divina più difficile da illustrare, da definire, da presentare.
Era difficile allora, e lo è altrettanto ora, nonostante le intuizioni e le riflessioni dei pensatori, dei teologi, dei mistici e dell'intero popolo di Dio.
Abbiamo ricevuto lo Spirito Santo nel Battesimo e nella Cresima, ma non siamo ancora giunti a inquadrare la sua Persona e a penetrare nella sua intimità più profonda, perché si tratta di un grande mistero!
Come conoscerlo, allora ?
È lo stesso Gesù a metterci su questa strada, in quel famoso colloquio con Nicodemo, nel quale cerca di illustrare la rinascita nel Battesimo, attraverso l'acqua e lo Spirito Santo. Gesù dice, fra l'altro: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va”. Come per dire: “non cercare come si fa presente lo Spirito Santo, perché l'importante è che tu possa sentirlo presente e verificare gli effetti della sua presenza!”
Proprio così: lo Spirito Santo non si vede e non si può raffigurare, ma si manifesta attraverso le "grandi opere" che Egli compie. È come il vento, che non si vede, ma si riconosce dagli effetti che produce.
Per rendere meglio questo concetto, trascrivo un racconto letto tempo addietro.
“Un giorno, racconta l’autore, si presentò a me un bimbo con un quaderno e una matita in mano. Mi chiese con insistenza di poter fare un disegno. Era un bambino intelligente e bravo. Insisteva nel chiedermi: “che cosa vuoi che io disegni?”.Gli suggerii di disegnare il vento.
Il bimbo rimase alquanto perplesso, e mi guardava quasi per rimproverarmi. Poi si chinò sul quaderno e incominciò il suo lavoro. Poco dopo me lo consegnò e mi disse: ‘ecco, guarda!’.
Aveva disegnato un filo steso, e sul filo molta biancheria mossa dal vento e rivolta tutta nella stessa direzione.
Il bimbo aveva capito! Il vento non si vede e non si può disegnare; tuttavia si avverte la sua presenza, osservandone gli effetti”.
Così è per lo Spirito Santo: non vediamo il suo volto, ma ne possiamo avvertire la presenza, prestando attenzione alle sue manifestazioni e aprendoci alle sue meraviglie.
La conoscenza dello Spirito Santo è indispensabile perché questa Divina Persona è la sola a rendere perfetta e completa l'opera di Gesù Salvatore. Lo ha detto ripetutamente Gesù: “tutto sarà compiuto solo quando sarà disceso lo Spirito Santo!”.
Agli Apostoli, prima di congedarsi visibilmente da questo mondo, ha detto: “è bene che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò”. Ed ancora: “Egli vi guiderà alla verità tutta intera”; “Egli v'insegnerà ogni cosa, e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”. L'Opera divina della salvezza fu dunque:
- voluta dal Padre,
- realizzata storicamente dal Figlio,
- completata e perfezionata dallo Spirito Santo, al quale si attribuisce la santificazione di ogni persona e la comunione di tutti i credenti che divengono Corpo di Cristo.
La Rivelazione dello Spirito Santo è avvenuta in modo graduale perché l'antico Popolo di Dio non era nelle condizioni adatte per poterla accogliere. Israele era, infatti, culturalmente poco preparato e aveva due difficoltà:
1. essendo monoteista avrebbe fatto fatica ad accettare lo Spirito Santo come Persona diversa e distinta dall'unico Dio gelosamente professato;
2. essendo circondato da popoli che adoravano falsi idoli sarebbe incorso nel pericolo di confondere lo Spirito Santo con qualche divinità vicina.
Nell'Antico Testamento si parla molto dello "Spirito di Dio" (113 volte), ma nessun rabbino o dottore della legge vide mai, nei vari testi, una Rivelazione esplicita dello Spirito Santo come Persona divina distinta dal Padre e dal Figlio nell'unità della natura divina.
Solo quindi alla luce del Nuovo Testamento possiamo affermare che nelle parole dell'Antico Testamento è contenuta la rivelazione implicita dello Spirito Santo, se è vero ciò che dice S. Agostino: “nell'Antico Testamento è nascosto il Nuovo Testamento, e nel Nuovo si fa manifesto l'Antico!”.
Tanto più che lo stesso Gesù e gli altri autori del Nuovo Testamento, per rivelarci la Persona divina dello Spirito Santo, si servirono di nomi, di titoli e di espressioni dell'Antico Testamento, rendendo esplicito, ciò che era implicito, e chiaro, ciò che era confuso: molti testi dell'Antico Testamento dicono che Dio è “Spirito”, altri che Dio è “Santo”.
I due termini uniti insieme non dicono nulla dello Spirito Santo come Persona, ma se si leggono alla luce del Nuovo Testamento si comprende che essi si riferiscono propriamente allo Spirito Santo. Il Nuovo Testamento rivela, infatti, che le tante espressioni che sono attribuite allo Spirito di Dio nell'Antico Testamento si riferiscono proprio allo Spirito Santo inteso come Persona divina distinta dal Padre e dal Figlio.
I testi che parlano espressamente dello Spirito Santo nel Nuovo Testamento, sono 171. In essi Egli è rivelato come:
- la terza Persona della SS. Trinità;
- vero Dio come il Padre e come il Figlio;
- Persona procedente dal Padre e dal Figlio, ma da essi distinta;
- Operatore essenziale, col Padre e col Figlio, della salvezza universale, con un'azione molteplice e diretta: su Maria, su Gesù Cristo, sulla Chiesa, sul mondo, su ogni battezzato e cresimato.
Matteo, Marco e Luca, nei loro Vangeli, parlano dello Spirito Santo come di una Persona che opera e parla con le caratteristiche proprie di ogni persona. Due i testi fondamentali:
1. il Battesimo di Gesù, ove sono presenti le tre divine Persone: il Padre, che parla; il Figlio, che riceve il Battesimo; lo Spirito Santo, che appare sotto forma di colomba. Sono tre realtà divine, uguali nella natura, distinte come persone.
2. il mandato conferito agli Apostoli, col quale Gesù ordina di andare in tutto il mondo a predicare il vangelo a ogni creatura e a conferire il Battesimo “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Con queste parole, Gesù ricorda distintamente le tre Persone e dà ad esse uguale dignità e autorità.
Negli Atti degli Apostoli, le citazioni dello Spirito Santo sono 41. Gli "Atti degli Apostoli" è lo scritto che documenta la nascita e i primi passi della Chiesa; gli Atti degli Apostoli ci presentano lo Spirito Santo come Persona divina autonoma ed efficiente, e non come una vaga forza che scaturisce dall'alto senza contorni ben definiti e personali. Lo Spirito Santo è la guida della Chiesa nascente, il suo sostegno, la sua luce che segna e illumina il cammino.
Nelle lettere dell'apostolo Paolo, lo Spirito Santo è citato ben 65 volte. Per Paolo lo Spirito Santo è persona vera e completa, e dimostra di essere tale, perché come ogni persona: conosce, opera in molti modi e come persona divina, è autore di effetti divini, è onnipotente come il Padre.
Nel Vangelo di Giovanni vi sono molti passi nei quali egli parla dello Spirito Santo usando le immagini comuni agli altri Evangelisti. Vi sono però quattro passi particolarmente importanti che riportano i discorsi che Gesù pronunciò nel Cenacolo, in un clima di addio e quindi di grande emozione.
Sono quattro promesse:
1. Prima promessa: sarò sempre con voi: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli dimora presso di voi e sarà in voi”.
2. Seconda promessa: vi insegnerà ogni cosa: “Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa, e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”.
3. Terza promessa: vi renderò forti: “Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di Verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e voi pure mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio”.
4. Quarta promessa: vi darò ogni bene. “E’ bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò... Tutto quello che il Padre possiede è mio”.
Lo Spirito Santo viene dato dal Padre a tutti quelli che glielo domandano: per mezzo di Lui diventiamo partecipi della natura divina; è Lui il “dolce ospite dell’anima” e quanto più questa cresce in grazia e amore, tanto più lo Spirito Santo si compiace di abitare in lei e in lei agisce per operare la sua santificazione.
Ma per ottenere questo dono è pur sempre necessaria la disponibilità a riceverlo; lo Spirito Santo è dato volentieri agli umili, ai semplici di cuore, a coloro che diffidano del loro sapere rinnegando sé stessi.
Così, “il mondo non può ricevere lo spirito di verità perché non lo vede e non lo conosce”, in quanto lo spirito non può essere donato a chi non vive nell’amore.
“Se mi amate, osservate i miei comandamenti ed io pregherò il Padre ed egli vi manderà un altro Paraclito il quale resti con voi per sempre, lo spirito di verità”.
“E’ perché non viviamo più per noi stessi ma per colui che è morto e risorto per noi, hai mandato, o Padre, lo Spirito Santo, primo dono ai credenti, a perfezionare la sua opera nel mondo e compiere ogni santificazione”.
Lo Spirito Santo è la Persona che nel Mistero Trinitario costituisce l’Amore sostanziale che procede dal Padre al Figlio e li unisce l’un l’altro in unità di amore e di spirito e, viene dato dal Padre a tutti quelli che sono disposti ad accoglierlo al fine di svelare loro la pienezza della verità predicata da Gesù Cristo. Ma l’uomo può rifiutarlo, avvalendosi della sua libertà: tale deliberato rifiuto costituisce il c.d. “peccato contro lo Spirito Santo” che è un peccato inescusabile. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1864), con riferimento a tale peccato, così afferma: “la misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza”.
In altri termini, il peccato contro lo Spirito Santo consiste nel cosciente, deliberato proposito di un radicale rifiuto della legge divina, così come rivelata da Gesù Cristo: pertanto, mentre qualsiasi peccato può essere perdonato, in presenza della consapevolezza di aver trasgredito ad un comando divino (anche se si avverta la possibilità di una ricaduta), il peccato in questione non può essere perdonato (“né in questa vita, né in quella futura”) proprio perché il colpevole si pone in consapevole contrapposizione e negazione di quella legge che prevede, appunto, per la misericordia di Dio, il perdono “attraverso il pentimento”; in questo caso, quindi, il pentimento che porti al perdono deve essere necessariamente preceduto da un’autentica conversione che escluda ogni ripensamento o ricaduta.
Ma quando e come riceviamo lo Spirito Santo?
L’apostolo Paolo insegnò chiaramente che riceviamo lo Spirito Santo nel momento in cui crediamo in Gesù Cristo come nostro Salvatore. In 1 Corinzi 12:13 è scritto: "Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito". Romani 8:9 ci dice che se una persona non possiede lo Spirito Santo non appartiene a Cristo: "Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui". Efesini 1:13-14 ci insegna che lo Spirito Santo è il sigillo della salvezza per tutti quelli che credono: "In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode
della sua gloria”.
In conclusione, come riceviamo lo Spirito Santo? Lo riceviamo semplicemente credendo in Gesù Cristo come nostro Salvatore (Giovanni 3:5-16). Quando riceviamo lo Spirito Santo? Lo Spirito Santo diventa il nostro possesso permanente nel momento in cui crediamo.
La vita intima divina e, in essa, lo Spirito Santo resta, comunque, per noi un mistero insondabile, ma, sulla base della Rivelazione, con un profondo senso di umiltà e usando l'intelligenza, possiamo giungere a comprendere tante cose.... ma non tutte! E questo è infinitamente bello perché guai se il nostro Dio fosse tale da essere da noi "compreso" totalmente! Sarebbe un Dio a misura d'uomo, quindi troppo piccolo! Soprattutto per questo Mistero vale la sapiente indicazione di S. Agostino: “prima di contemplare ciò che non puoi vedere, credi in ciò che non vedi. Ora cammina nella fede, e un giorno giungerai alla visione”.
In chiusura, trascrivo una bella preghiera allo Spirito Santo, scritta da Papa Giovanni Paolo II, in occasione dell’ultimo Giubileo.
“Spirito Santo, ospite dolcissimo dei cuori, svela a noi il senso profondo del Grande Giubileo e disponi il nostro animo a celebrarlo con fede, nella speranza che non delude, nella carità che non attende contraccambio. Spirito di verità, che scruti le profondità di Dio, memoria e profezia della Chiesa, conduci l'umanità a riconoscere in Gesù di Nazareth il Signore della gloria, il Salvatore del mondo, il supremo compimento della storia. Spirito creatore, arcano artefice del Regno, con la forza dei tuoi santi doni, guida la Chiesa a varcare con coraggio le soglie del nuovo millennio, per portare alle generazioni che verranno la luce della Parola che salva.
Spirito di comunione, anima e sostegno della Chiesa, fa che la ricchezza di carismi e ministeri contribuisca all'unità del Corpo di Cristo; fa che laici, consacrati e ministri ordinati concorrano insieme a edificare l'unico Regno di Dio...Spirito di sapienza, orienta il cammino della scienza e della tecnica al servizio della vita, della giustizia e della pace. Rendi fecondo il dialogo con chi appartiene ad altre Religioni, fa che le diverse culture si aprano ai valori del Vangelo...
Spirito di vita, per la cui opera il Verbo si è fatto carne nel seno della Vergine...rendici docili ai suggerimenti del tuo amore, e pronti ad accogliere i segni dei tempi che Tu poni sulle vie della storia...”

Lo Spirito Santo testo di fedepell
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