Conca dei Marini (Lo strappo)

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La frana
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Testo: Conca dei Marini (Lo strappo)
di XENIA

Appuntamento a Conca dei Marini.

Dove il sole e' alto
e scalda gerani agl'angoli delle strade.
Vasi grezzi, foglie arse, petali smossi.
Dove non s'e' mai visto
un verde cosi' acquamarina.
Angolo di mare per lo sguardo abbagliante.
Segmenti sfumati, linee d'ombra,
chiaroscuri invitanti.
E Nettuno sorride
dalla Torre Saracena.
Il belveder la nasconde
ma per chi in giu' spinge gli occhi
ruotan le pupille di rapito stupore.

Orsu'... Perche' allor piangi?

Tu,
che hai spianato le ali, nella fretta di ritornare?

Piangi perche' la Natura si ribella contro se stessa.
Perche' il profil di montagna
ora e' ammasso di desolazione.
E il loggione franato
e' campo di dolore.

Plumbeo, il silenzio.
Qui non volan piu' uccelli
migrati chi sa dove.
Nemmeno piu' s'avverton le onde.

Solo e' l'ultimo fiore,
sporgente da un anfratto.
Piegato. Sfogliato.
Sopravvissuto chissa' come!






Conca dei Marini (Lo strappo) testo di XENIA
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