Il bene

scritto da Blckskll47
Scritto 10 anni fa • Pubblicato 10 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Una personale e modesta visione sul bene
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Testo: Il bene
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Il bene

Premessa

Tutto ciò che scrivo qui di seguito sarà inevitabilmente condizionato dalla mia credenza verso Dio, ma non un Dio cristiano o musulmano o ebreo o di una qualsiasi altra appartenenza, ma un Dio che è semplicemente Dio. In fondo come sappiamo cambiano le parole, cambiano le ambientazioni, i tempi, i personaggi e perfino l'intera storia, ma alla fine parlano tutti della stessa identica cosa, parlano di un amore supremo che ci ha creato, un essere o un'energia in grado di dare e togliere la vita.
Infatti Dio ci ha messi al mondo con lo scopo di farci affrontare una gigantesca prova: la vita.

Premessa della premessa

Posso sembrare (e molto probabilmente lo sono) altamente presuntuoso nel fare tutte queste affermazioni con estrema fermezza, ma il fatto è che sono dannatamente convinto di tutto ciò che scrivo e sono convinto perfino dei miei dubbi, quindi non ho dubbi che i miei dubbi siano giusti, o meglio, non dubito dei miei dubbi. Sono certo di essere incerto, sono convinto di non sapere e quindi sono convinto di sapere, insomma sono estremamente convinto di essere confuso.
Ah se non si fosse capito da qui deriva la mia presunta presunzione.

Adesso possiamo finalmente iniziare con una semplice domanda:

Che cos’è il bene? Naturalmente non esiste una risposta a questa domanda, il bene è indefinibile. Il bene è un’estensione naturale della nostra parte più pura, che possiamo chiamare anima; non è un concetto e neppure un sentimento, è semplicemente un filo conduttore che collega ogni uomo sulla terra, come se fossimo tutti dei pezzi di un gigantesco puzzle e il bene è la colla che serve per incastrarci alla perfezione. Ci aiuta a trovare il nostro posto nel mondo senza neanche che ce ne accorgiamo.
Il bene non è una scelta, non è un’alternativa al male, ma è semplicemente una conseguenza naturale della nostra umanità. A questo punto la domanda che sorge è: che cos’è il “male”? Anche a questa domanda non esiste risposta, il male è semplicemente assenza di bene e visto che il bene è indefinibile lo è anche il male, ma è proprio il concetto in sé a non esistere. Abbiamo associato la parola “male” ad un comportamento umanamente incomprensibile: chi compie azioni malvagie è spinto da un vuoto interiore, da una mancanza che non potrà mai colmare fino a quando conoscerà il bene.
Le persone tendono a cedere facilmente alle tentazioni, sia perché l’uomo è debole di natura, ma anche perché cedere alle tentazioni ci dà un momentaneo e apparente stato di felicità o soddisfazione in noi stessi. Le tentazioni ci fanno credere di essere forti, di poterle controllare e invece sono loro che controllano noi. La tentazione più grande che affligge il nostro mondo è composta da carta, sembra incredibile pensarlo, ma il nostro più grande desiderio è quello di accumulare carta straccia e questa è la prova di quanto deboli siamo. Una debolezza che è conseguenza dei tempi, stiamo barattando il nostro grandioso e allo stesso tempo impegnativo potere della mente, con una finta e passiva, ma comoda sopravvivenza. Per questo l’uomo che si crede il più forte, senza paura, che pensa di avere il pieno controllo di se stesso e della sua vita è in realtà il più debole e il più facilmente controllabile, mentre l’uomo umile e cosciente delle proprie debolezze è il più forte.

Il mondo funziona al contrario, basti pensare che pochi hanno tanto e tanti hanno poco e già la frase in sé è una contraddizione, ma questo non è dovuto alla normale evoluzione dell’umanità, ma è dovuto a un sempre più attaccamento alla materia: stiamo perdendo i veri valori che ci permettono di vivere in armonia, valori come l’amore, l’amicizia e il rispetto sono sempre più messi a dura prova dal potere del denaro, che ci fa credere di poterli comprare. Adoriamo il denaro come se fosse un dio in grado di renderci felici, ma in realtà ci rende schiavi, ci prende la nostra libertà e ne crea un’altra fatta di illusioni e false speranze. Non può esserci nulla al di sopra della dignità umana, eppure noi l’abbiamo messa al secondo posto.
Il problema di tutta questa grande incomprensione che affligge il nostro mondo è il tempo, o meglio, il valore che abbiamo arbitrariamente assegnato al tempo. Basti pensare al modo in cui esso ci stressa, ci fa andare a mille all'ora senza che ce ne rendiamo conto, quando in realtà il tempo altro non è che una meravigliosa dimensione che racchiude un sacco di misteri legati alla nostra esistenza ed andrebbe sempre più studiato. Il tempo è la natura che evolve, le piante che crescono, l’uomo che nasce, cresce e muore: il tempo è eternità. Ancora meglio, il tempo è relativo (come disse un grande uomo), è un qualcosa che ancora ci sfugge e più comprenderemo la grandezza di esso più comprenderemo la nostra di grandezza.
Il presente esiste solo nel momento in cui non ci pensiamo, appena ci rendiamo conto di esso, si è già trasformato in passato. Per noi la vita dura cent’anni per una farfalla pochi giorni, ma essa non vive con la concezione del tempo, vive e basta. Il tempo è vita, la nostra vita e questo è l'unico orologio che dovremmo indossare, abbiamo a disposizione un tempo limitato e dobbiamo sfruttarlo al massimo per garantire ai nostri figli un’esistenza sempre migliore. Solo così ci si potrà avvicinare ad un mondo fatto di pace e convivenza.
Qualche tempo fa ho visto un bellissimo documentario su una bambina affetta da sirenomelia, o sindrome della sirena e cioè è nata con le gambe unite. I medici le hanno dato non più di un mese di vita dalla nascita se non si fosse sottoposta all’operazione che le avrebbe diviso le gambe, ma che l’avrebbe obbligata a stare in ospedale per il resto della sua vita. I genitori decisero di aspettare e dopo qualche anno era la bambina stessa che non voleva sottoporsi all’operazione e decise che la sua diversità non poteva impedirle in alcun modo di essere uguale agli altri bambini della sua età. Viveva con un sacchetto all’altezza del fegato perché era nata senza alcuni organi tra cui l’apparato riproduttivo ed era costretta a muoversi con la sedia a rotelle, l’unico posto dove si sentiva libera era in acqua, li poteva muoversi senza l’aiuto di niente e nessuno. I genitori fecero di tutto per farla sentire bene e consolarla nei momenti in cui la sua determinazione era messa a dura prova, ma un giorno arrivò l’ennesimo ostacolo da superare e stavolta la vita non le concesse ulteriori speranze. Morí a 10 anni, ben oltre le migliori previsioni dei medici, ma ciò che le permise di vivere così a lungo non è spiegabile attraverso la scienza, è qualcosa che va al di là di ogni più razionale pensiero. È semplicemente la voglia di assaporare la vita in qualunque forma si presenti, il bisogno di sentirsi vivi nonostante gli ostacoli che inevitabilmente si presentano.
Ecco, è questo che stiamo perdendo: ci stiamo abituando sempre più a sopravvivere anziché vivere; la vita non è una dura prova da affrontare o una sfida da cogliere, dove il più furbo riesce ad avere tanto facendo poco, ma la vita è semplicemente il più bel dono che potessimo ricevere. È inutile passare il tempo a giudicare le altre persone o ad idolatrare beni privi di significato, dobbiamo passare il tempo a giudicare noi stessi e ad aiutare chi non è in grado di vivere, ma anzi fatica a sopravvivere. L’unico modo per vivere è fare ciò che ci viene più naturale fare, amare. Amare il prossimo, amare la diversità, amare i nostri cari, amare una donna con cui fare una famiglia, amare un bambino che nasce ed insegnarli ad amare; insomma l’unico modo per vivere la vita è amare la vita.
L’amore è la chiave per la nostra esistenza, è l’unica forza che conosciamo in grado di resistere nel tempo e di acquisire sempre maggiore energia. Il tempo è una dimensione a noi sconosciuta e sono sicuro che tale rimarrà fino alla fine dei tempi, ma l'amore lo conosciamo bene, o meglio, lo percepiamo meglio ed esso è in grado di attraversare il tempo senza subire mutamenti, è il nostro mezzo di comunicazione tra passato e futuro.
Dobbiamo avere più amore verso noi stessi è questo ci permetterà di capire quanto immensamente e stupendamente perfetti siamo. Il nostro traguardo dev'essere assolutamente quello di vivere in armonia tra noi stessi e il nostro pianeta; il dono ci è stato dato, i mezzi anche, ora sta a noi farne buon uso.



I grandi pensatori

La storia è piena di persone che sentivano il bisogno di andare oltre le convenzioni dei loro tempi, di uscire dagli schemi dettati dalla società e cercare di capire l'esistenza umana e tutti i fenomeni ad essa associata; questi erano chiamati ribelli, anticonformisti, visionari, ma io li chiamo semplicemente curiosi. La curiosità sta alla base di tutto, perfino dell'amore, se non si è curiosi non si può neanche amare.
Uno dei più grandi curiosi che l'umanità abbia conosciuto è Albert Einstein, l'uomo che formulò la relazione della relatività tra spazio e tempo. Lo spazio e il tempo sono strettamente collegati, uno influenza l'altro, senza tempo lo spazio non potrebbe esistere e viceversa. Nella sua teoria Einstein scoprì che lo spazio non è sempre lineare come si pensava ai tempi, ma esso può subire una torsione su se stesso portando ad un attraversamento spazio-temporale, cioè percorrendo lo spazio a grandi distanze e a grandi velocità si potrebbe viaggiare nel tempo. Ciò che rende indissolubile questa relazione è la gravità, che ci porta ad un altro grande pensatore: Isaac Newton. Egli scoprì quella forza che ci permette di restare ancorati alla terra, ma, ancora più importante (anche se Newton aveva una visione diversa in seguito corretta da Einstein) che stabilisce le "regole" per lo scorrere del tempo: se per esempio vivessimo su un pianeta con una forza di gravità maggiore alla nostra il tempo scorrerebbe più lentamente. Infatti si stima che i buchi neri siano i luoghi dell'universo a più alta densità gravitazionale e si calcola che se riuscissimo a viaggiare intorno ad uno di esso di medie dimensioni e tornassimo sulla terra, saremmo più vecchi di un paio d'ore mentre il resto del mondo sarebbe invecchiato di cinquant'anni. Naturalmente ci vorrebbe una grande velocità di spostamento per permettere ciò, ma come appunto disse Einstein, spazio e tempo sono strettamente legati tra loro, più di quanto immaginiamo.
Dopo questa breve lezione di scienza spero di aver stuzzicato almeno un po' la vostra curiosità. Di esempi da fare in questo e altri campi ce ne sono una moltitudine, di come semplici uomini come noi abbiano dato un incredibile apporto all'evoluzione umana: la nostra vita è infinitamente di più di quella che possiamo pensare o immaginare. Per questo non sono mai riuscito a comprendere le divergenze che affliggono scienza e religione, uno scienziato è un pensatore, ma lo è anche un filosofo e anche un prete e così dovrebbe essere ogni uomo. La parola religione che tanto può spaventare e allo stesso tempo abbagliare vuol dire tutto e niente, la religione non è nient'altro che la scienza di credere in qualcosa che va al di là delle nostre umane conoscenze e cioè credere in noi stessi.
I grandi pensatori sono tali perché credono fortemente in loro stessi, nel loro potenziale, non hanno restrizioni mentali, ma sono liberi di pensare, cosa che con la frenesia e lo stress di oggi risulta difficile se non impossibile. Il rischio che corriamo oggi è quello di diventare delle coppie di noi stessi, delle coppie tutte uguali, con gli stessi gusti musicali, lo stesso modo di vestire, la stessa concezione di bellezza, lo stesso modo di esprimerci ed infine lo stesso modo di pensare. Il mondo è bello perché è vario dicevano, il mondo è giusto perché è uguale diranno. Dobbiamo ribellarci a questa standardizzazione di massa, oppure non ci saranno più grandi pensatori, ma solo piccoli lavoratori. Non fraintendetemi, il lavoro è importante, ma non quando è fine a se stesso, quando serve solo a rendere migliore la sopravvivenza di pochi, ma esso deve servire a creare un benessere collettivo, un benessere mondiale. Un lavoro che crea disuguaglianze e che distrugge le ricchezze della natura per avere in cambio carta straccia (o più comunemente chiamato denaro) non è più un lavoro, ma è uno strumento per il controllo della mente.

"È una fortuna che i cittadini non comprendano il sistema bancario e monetario, perché io credo che se lo comprendessero, non passerebbe un nuovo giorno prima dello scoppio di una rivoluzione." Henry Ford, 1922



Il trucco sta nel capire che ciò che crediamo estremamente complesso e incomprensibile e in realtà semplice; ci stiamo complicando l'esistenza. La vita è estremamente semplice: non bisogna imparare ad amare, sappiamo farlo naturalmente è ciò è la chiave che semplifica ogni cosa. Ci piace di più credere che la vita è sopravvivenza e quindi passiamo il nostro tempo ad accumulare beni e ricchezze che ci permettano di sopravvivere al meglio, ma in realtà dovremmo accumulare relazioni sociali ed imparare a vivere in armonia con la natura, solo così potremmo dare un senso alla nostra esistenza. L'unico obbiettivo da rincorrere è la conoscenza e questo si può fare solo se siamo uniti: ognuno di noi fa parte di un grande puzzle e per completarlo abbiamo bisogno di ogni singolo pezzo. Non esistono persone più importanti di altre, ma solo persone che si credono più importanti, uomini deboli, che cedono troppo facilmente a tentazioni fatte di materiale luccicante. Sono queste persone che ci fanno credere che i paesi "ricchi" salveranno quelli "poveri", ma è esattamente il contrario, saranno i paesi poveri a salvare i paesi ricchi. Questo perché le definizioni sono al contrario: i paesi ricchi sono quelli poveri mentre i paesi poveri sono quelli che conoscono le vere ricchezze.





Il bene testo di Blckskll47
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