Vogliamo essere sempre più sociali in una società individualistica, vogliamo differenziarci, dici di essere diverso, che nessuno ti capisce e ti vesti in modo "alternativo" perché si perché va di moda essere alternativi, dici di esserlo e poi ti ascolti quel famoso cantante rap sovversivo che ormai fa musica commerciale e che va tanto di moda e compri il suo disco, vai al suo concerto insieme ad altre duemila persone.
Vuoi differenziati ma ti lamenti se le tue idee non vengono apprezzate e se qualcuno trova un contraddittorio in ciò che dici, non cerchi il dialogo, sei alla costante ricerca di qualcosa da contestare. E vai contro le masse che diventano popolo, che fanno lo stato e vai contro lo stato e vai contro le istituzioni e vai contro la scuola perché è dello stato e ora dimmi, che colpa ne ha quella povera professoressa costretta ad ascoltarti per cinque ore al giorno se il politico che non ti piace dice così.
Vai contro le masse perché è di moda, perché l'altro ieri era di moda ascoltare e ascoltavi, oggi è di moda dire che si è onniscienti dopo aver letto due articoli sconclusionati scritti da chissà chi sul primo giornale online gratuito, perché alla fine, i giornali chi li compra più, sui giornali raccontano le bugie cattive hai ragione. E poi, poi che fai, se vai a fumarti la tua cannetta e lo sbirro infame ti rompe il cazzo pesti lui, però non protesti contro il sistema corrotto, lo sbirro deve solo obbedire a delle regole, come tu dovresti fare a scuola che chiedi il rispetto dalla professoressa, dallo sbirro, però poi sei il primo a ruttare in faccia ad entrambi le prime stronzate che ti passano per la testa.
Ricordiamoci anche degli altri però giusto, ne parli sempre, però devono farlo gli altri, tu? Tu non hai tempo per gli altri. Tu devi andare al concerto del famoso cantante, però se quando ti serve l'ambulanza questa ci impiega troppo è colpa di chi la guida, è colpa di chi non lo fa di lavoro ed è colpa di chi non pensa agli altri... ma chi ve lo fa fare? Cioè ma non prendi niente? Davvero non ti pagano? Dai su dimmi la verità. Per me c'è altro sotto però, non è possibile che le persone perdano il loro tempo per gli altri, cioè questa è una società corrotta, che non pensa al prossimo. Senti, fottiti ok?
Però non puoi dirlo, non puoi dire che la società fa schifo, perché dentro ci sono anche le minoranze, che se non la pensi esattamente come dicono loro, se non ti configuri esattamente ai loro schemi di pensiero sei una merda, perché in fondo, voi maschi bianchi etero avete fin troppi diritti, e in fondo, è anche colpa vostra se la società è così, perché giustamente se milioni di anni fa un coglione ha deciso di pensare che la donna fosse inferiore è colpa mia, è colpa mia se non mi ritrovo nella società che, in fondo, dovrebbe rappresentarmi. Viviamo in un perenne social, dove tutto e subito, sempre connessi, sempre incollati a quei siti per vedere l'ultima serie TV con la stessa trama trita e ritrita che fa cagare però ce la facciamo andar bene, perché sennò che fai al lavoro? Di che parli con le tue amiche quando esci, quando metti la foto della tua serata, perché è palese che se non la metti, la foto, non hai passato una buona serata.
Ti bevi lo schifo di tutto questo mondo, da un bicchiere di plastica fabbricato dall'altra parte del globo, ti fumi le tue heets e quando sono finite le getti a terra però quando c'è lo sciopero per l'ambiente ci vai con i tuoi bei cartelloni sul cartone riciclato, perché tu all'ambiente ci tieni, perché è il tuo futuro e quando torni a casa ti accendi una sigaretta e mangi quelle patatine che ti piacciono tanto.
Sopravviviamo in una jungla dove se non condividi ciò che fai, se non scatti un'istantanea è come se tu perdessi quel ricordo, come se quelle emozioni non le avessi mai vissute, come se la vetta della montagna non l'avessi mai raggiunta.
VIVI.
Breve saggio sulla società testo di Gio_S.