Il vero coraggio

scritto da KIROM
Scritto 18 giorni fa • Pubblicato 11 ore fa • Revisionato 11 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di KIROM
KI
Autore del testo KIROM

Testo: Il vero coraggio
di KIROM

Capisco il peso di quello che sto vivendo, perché per me non si tratta semplicemente di tornare in moto, ma di decidere che rapporto voglio avere con la paura, con quello che è successo e con una parte importante di me. C’è una versione della mia storia in cui quell’incidente diventa la fine: la moto resta lì, magari sistemata, magari perfetta, ma ferma, e ogni volta che la guardo non vedo più libertà ma dolore, ospedali, limiti. Col tempo non è solo la moto che smetto di usare, ma anche una parte di me che smette di fidarsi del mondo, e questa strada sembra proteggermi all’inizio, ma in realtà alimenta la mia depressione, perché mi abitua all’idea che evitare significhi stare meglio, quando invece significa restringere sempre di più la mia vita. Poi però esiste un’altra versione, più difficile ma più vera, in cui non faccio finta di niente e non ignoro quello che è successo, ma riconosco tutto, la paura, il dolore, le cicatrici, i mesi complicati, e scelgo comunque di non lasciare che quell’evento scriva il finale della mia storia. Tornare in moto, per me, non è solo guidare, ma è dire che ciò che è successo fa parte di me ma non decide chi sono né cosa posso fare da ora in poi. Se penso ai sacrifici che ho fatto per comprarla, alle ore di lavoro, alle rinunce, all’attesa, capisco che non è solo un oggetto ma una conquista, un simbolo di libertà che mi sono costruito da solo, e se non ci risalgo mai più quei sacrifici non spariscono, ma rischiano di diventare un ricordo amaro, mentre se, con i miei tempi, ci torno anche solo per pochi minuti, allora tutto riacquista senso e diventa una base da cui ripartire. Il vero confronto, per me, non è tra andare o non andare in moto, ma tra una vita in cui è la paura a decidere i miei confini e una vita in cui sono io a decidere, anche con la paura accanto. Questo però non significa forzarmi o dimostrare qualcosa, perché il coraggio vero non è salire subito e basta, ma farlo nel modo giusto per me, magari iniziando semplicemente accendendo la moto senza muovermi, poi facendo un giro breve in un posto tranquillo e poi, poco alla volta, aumentando, senza fretta e senza tradire me stesso. Anche rispetto alla depressione so che chiudermi per proteggermi può sembrare una soluzione iniziale, ma col tempo diventa una gabbia sempre più stretta, mentre riprendere qualcosa che amo, anche con paura, è uno dei modi più forti per spezzare questo meccanismo. Alla fine la vera domanda che mi faccio non è se devo tornare in moto, ma se voglio che quell’incidente sia ciò che mi ha fermato oppure ciò da cui ho ricominciato, e se scelgo la seconda strada non ho bisogno di correre, ho solo bisogno di trovare la forza di mettere la prima marcia, e poi la seconda. 

Il vero coraggio testo di KIROM
5