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Il lato oscuro
Un giorno di tanti anni fa andammo a fare una passeggiata al parco della Favorita, uno dei più grandi polmoni verdi di Palermo. C'erano due famiglie che si stavano picchiando a suon di ceffoni e pedate: uomini e donne, anche ragazzini. C'era un vialetto seminascosto coi resti di una messa nera. Una stranissima sensazione: stavamo camminando dove gli adoratori del male avevano fatto i loro rituali. Chi era quella gente? Per molto tempo mi son chiesto come viveva. Magari studenti o casalinghe, pompieri o disoccupati tutti occupati a celebrare il lato oscuro e malvagio della realtà.
Il mondo è davvero governato da un'ombra diabolica che non si fermerà mai a riflettere sulle conseguenze del suo operato? Quando finiranno le guerre e i colpi bassi? Perché bisogna attraversare per forza l'oscurità per vedere la luce? E se avessero ragione gli adoratori delle tenebre e fosse tutto capovolto? La nostra vita da mulino bianco un imbroglio e la maledetta perdizione la realtà nascosta.
Mi ritrovo a descrivermi l'assurdo che sono stato e che mi accingo a diventare, una roba che potrebbe vendersi al miglior offerente, e penso di me stesso cose strane e inopportune, vigliaccherie, interpretazioni di rituali. Nel verde del nostro vialetto interiore si annidano i resti di una messa nera che riflette la voglia innata di prevaricare, offendere, distruggere, oscurare un mondo che sembra farsi beffe delle nostre piccole e fugaci vita da copertina.