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Potrei raccontarvi di quando, qualche giorno fa, ci siamo sentiti
e mi ha raccontato delle sue fragole. Di quanto tenesse a loro e alla natura.
E intanto, tra una frase e l’altra, ci si scambiavano emozioni, sogni e frustrazioni.
Si parlava del destino infausto e crudele che le aveva tolto madre e nonna.
Del padre non sapeva nulla.
E dell’altra, di nonna, ancora giovane ma con problemi seri da gestire.
Delle sue poesie, che la rappresentavano col bello e cattivo tempo.
Potrei raccontarvi del suo stare male, tanto. Eppure sui social pubblicava
foto dove il sorriso riempiva le stanze del mio cuore.
Un sorriso luminoso, vivo e così tremendamente umano e gentile
in ogni circostanza, che non lasciava dubbi sulla sua naturale dolcezza.
“Ho paura”, mi aveva scritto il 18 marzo. E io a cercare di consolarla,
di darle forza, anche se morivo dentro.
“Ti vengo a trovare”. Le avevo detto.
Ma lei aveva vergogna a mostrarsi, con il timore immotivato
di apparire smarrita e vulnerabile. Ed ora vivo col rammarico
di non averla potuta vedere e toccare.
Potrei raccontarvi di quanto fosse bella. Bella lo era davvero.
Di quella bellezza che colpisce perché senza trucco e senza inganno.
Una giovane donna che, ha ragione, prendeva la vita sul serio
ma sapeva anche ridersi addosso.
Del ritratto orribile che le avevo fatto, ma di come lei ne fosse così entusiasta
da metterlo qui,su Ali, come foto del profilo.
Potrei raccontarvi degli anni che mi sono serviti per conoscerla davvero,
ma in realtà la conoscevo solo da qualche mese, attraverso Alidicarta e i social,
dove ascoltava volentieri le mie modeste canzoni, paragonandomi al suo
cantautore preferito, Battiato.
Il 21 marzo, domani, avrebbe compiuto 31 anni.
Luisanna era e sarà per sempre una amica, una sorella, una figlia.
Una volta mi disse che se non fosse stata contraria al matrimonio
mi avrebbe sposato, decantando qualità che non ho mai avuto.
Potrei dirvi di come mi sono sentito ieri, quando ho saputo del suo volo.
Consapevole di un finale impossibile da cambiare.
Conscio di non poter fare assolutamente nulla per salvarla.
Ho pianto, oh sì che ho pianto. Tanto. Pregando quel Dio che ci appare ingiusto.
E quando mia moglie ed i miei figli mi hanno chiesto perché piangevo
ho risposto: “Un’anima buona è volata in cielo”.
Ti voglio bene Luisanna. E te ne vorrò sempre.
Mi manchi.