Il presidente della repubblica è un ruolo istituzionale importante, il più importante, in democrazia, perlomeno così si intende in sistemi così organizzati. Il fatto è che forse è giunto il momento di rinnovare, così come si fa in tutti i campi sia economici che finanziari, questo modo di convivenza civile. La situazione odierna è figlia della democrazia o della malademocrazia? Di tutte e due poichè è l'illusione democratica la madre della malademocrazia. Esiste un rimedio? Difficile trovarlo, almeno trovare un accordo per una bozza di nuovo sistema di convivenza civile. Finchè esisterà il profitto come primo obiettivo da raggiungere sia per gli istituti di credito che le assicurazioni e le multinazionali ( che bel nome "multinazionali" sembrerebbe una denominazione di origine socialista, il socialismo puro, tante nazioni che concorrono al benessere di tutti i cittadini...) i paesi dove si estrae il petrolio, intendo gli sceicchi, e una cieca assoluta devozione alle religioni, il cambiamento rimane una chimera. Logicamente non è il profitto ad essere imputato, perché chiunque mira ad avere un profitto dal proprio lavoro (questo sconosciuto) ed è cosa buona e giusta. E' il profitto esagerato che va ad ogni costo combattuto, non è possibile che ci siano miliardi di € di profitto per le organizzazuioni di cui sopra e dall'altra parte uomini e donne che non hanno di che sfamarsi e nei migliori casi devono riuscire a spravvivere con stipendo a dir poco ridicolo. In cosa potrà consistere quindi il rinnovamento? Di certo non in una partita a scacchi, peraltro noiosa e giocata da incapaci, ma in segnali chiari e inequivocabili lanciati da personalità affidabili e non propense a compromessi che comportino i profitti di cui sopra ai soliti noti. Sembra facile, ovvio, di buon senso, magari fosse semplice... In questo contesto si inserisce il ruolo e la persona del Presidente della Repubblica. Stiamo assistendo ad una manfrina degna delle comiche di Ridolini, le elezioni del nuovo presidente, nomi buttati a caso, personalità sgradite alla maggioranza dei cittadini, ma come sempre i cittadini contano poco se non nulla, sono i partiti politici a decidere, sono le segreterie, con accordi e accordicchi, per sanare lotte intestine, giochi sporchi, inspiegabili al buon senso, atteggiamenti da pagliaccio. L'innovazione non significa che il nuovo debba essere giovane (di età) ma giovane di spirito e di iniziative. Esiste il prf. Rodotà, persona non più giovane, ma più giovane di molti giovani, uomo che da quanto si può sapere mai coinvolto in inciuci, scalate al potere, corruzione, e sicuramente gradito ai cittadini, bene il maggior partito italiano non lo considera nemmeno pur essendo egli un suo iscritto, non si rinnova così. Qualsiasi sondaggio effettuato da aziende specialistiche in questo lavoro non credo sia mai arrivato a contattare 50.000 persone, mentre la consultazione promossa dal Movimento 5 Stelle in un giorno ci è riuscito. I nomi dei primi tre sono : la giormalista Gabanelli, Gino Strada, Stefano Rodotà. I primi due, saggiamente, hanno declinato l'invito, in quanto il lavoro che svolgono li vede entrambi ai vertici delle professioni ed entrambi svolgono lavori sociali, il terzo è sicuramente il più adatto a ricoprire il ruolo istituzionale più alto in Italia, eppure dopo 4 votazioni e forse anche alla quinta, nulla è stato fatto, avvilente. Intanto a sessanta giorni dalle elezioni le persone continuano a suicidarsi per la disperazione in cui sono caduti e di fronte all'inettitudine della politica che si preoccupa solo ed esclusivamente di coltivare il proprio orticello e mantenere poteri, soldi, incarichi, e cazzate varie.
FARSA POLITICA testo di Alec de Lisle