I mendicanti

scritto da Demian
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Testo: I mendicanti
di Demian

Da qualche tempo in molte citta venete tiene banco il problema dei mendicanti.
Già può essere discutibile se questo si possa considerare un “problema” o il problema non sarebbe piuttosto “il perchè esistono persone costrette a mendicare”.
Si propongono sanzioni pecuniare molto onerose per contrastare il fenomeno, il che già appare paradossale, e cioè il punire con alte sanzioni chi teoricamente è “senza una lira”.
E' un clichet che ritorna, puntualmente da decenni si rivanga su questo tipo di argomenti, che hanno tutto l'aspetto di essere “forti coi deboli e deboli coi forti”.
Mentre i colletti bianchi rubano a man bassa e le banche fanno il bello e cattivo tempo, non si trova di meglio, per scaricare la valvola dell'odio, che rivolgere l'attenzione verso questi “novelli untori”.
E' un clichet che ritorna e non sembra mai risolto, ogni stagione nuovi inasprimenti per rendere la vita sempre più impossibile, per coloro per cui di base è già impossibile.
Più o meno come agivano i nazisti, nella loro escalation di odio anti-ebreo, che continuava di norma in norma a rinfocolare di giorno in giorno un fuoco che voleva sempre acceso.
Per giustificare queste campagne e dar loro una parvenza di moralità si ricorre sempre al pretesto che dietro ai mendicanti esiste sempre un racket che li sfrutta e si arricchisce (una causale, quella del racket, che ritorna spesso e per tanti argomenti); ma, se davvero questo racket esiste, e di cui sembrano conoscere per filo e per segno dimensioni e particolari, non sarebbe forse il caso che quelle frenesie sanzionatorie fossero dirette contro di esso e non, come al solito, contro le ultime ruote del carro, vittime così da una parte e pure dall'altra?
Per giusticare le cose più nefande c'è spesso la strategia di mescolare le carte, così da rendere altrettanto “criminale” tanto chi sfrutta che chi di quello sfruttamento è oggetto; se c'è un racket si snidi e si sanzioni quel racket e senza che sia confuso col mendicante.
Fino a poco tempo fa questo tipo di campagne parevano appannaggio dei partiti d'ordine e destrorsi, ma adesso, nella stessa direzione, sembrano essersi messi di buona lena anche molte amministrazioni cosiddette di sinistra, con buona pace di chi poteva ancora pensare che “essere di sinistra” potesse ancora significare una maggiore sensibilità per i più deboli ed emarginati.
Per concludere queste riflessioni resta il cercare di capire il perchè queste campagne sembrino andare tanto di moda.
E' chiaro che sono strumentali e che se sempre ricorrono è perchè portano sempre un grande consenso a chi le persegue, se non si traducessero in consenso, ovviamente elettorale, a nessuno interesserebbero.
Tanti provano disgusto per lo spettacolo di gente che mendica, vorrebbero che il “loro luogo” fosse ordinato ed impeccabile, fin quasi a rasentare la stagnazione di ogni movimento di vita, e tutto quello che disturba questo loro desiderio lo vorrebbero annullato; nell'indignarsi contro di questi provano anche un sentimento di soddisfazione nel percepirsi la “parte migliore” e più si indignano più questo sentimento aumenta in essi; naturalmente, per togliersi ogni remora per questo comportamento, trovano le “giuste ragioni” per considerare “colpevoli” per la loro condizione quelli che mendicano; la colpa più importante e frequente che loro attribuiscono è quella “ma perchè non vanno a lavorare?...Noi ci siamo tirati su le maniche e ci siamo dati da fare!...”.
Con questo “dogma-convinzione” non mettono in conto neppure per un ettimo che forse per tante di quelle persone l'avere un lavoro sia diventato quasi impossibile e non solo per la rarefazione dello stesso lavoro, ma avolte anche per la loro stessa “dimensione umana”, e senza neppure voler considerare che, di questi tempi, la stessa ricerca di lavoro è diventata sempre più simile a un mendicare; un'altra ragione è che “importunano e sono aggressivi, a volte giusta ragione, ma in questo caso sarebbe sufficiente una sanzione dell'atto di importunare ben distinta da quella dello stretto mendicare, esulando dalla solita strategia di confondere comportamenti diversi.
Da ultimo, per un popolo che ama dirsi cristiano, basterebbe una piccola lettura del vangelo, specie dove dice “dar da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi, ecc. ecc. “, perchè, con un minimo di coscienza, sentisse tutta la sua incongruenza e forse l'opportunità di abbassare certi toni, o per lo meno non avesse l'ipocrisia di dirsi cristiano e di consumarne i riti.

I mendicanti testo di Demian
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