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Ora posso vestirmi di foglie, e ridere e piangere, leggera, col vento:
vestirmi di nube, e rincorrere, sotto la luna, i cirri d'argento.
ora nel mio terrazzo
nuvole che corrono statiche
mentre secche di gardenia
verdi e secche di biancore
corrono sul terrazzo
le tue foglie rinsecchite
c’è stato troppo sole
e c’è stata troppa pioggia
e oggi c’è troppo vento
le nuvole mi contrastano
un pomeriggio perlaceo
e un poco brumoso
ma è questo il bello:
vestirsi di secchezza
piangere e ridere
senza nulla che ti abbeveri
senza il pieno consenso
delle tue scarpe nuove
tu lo credi, e io lo invento:
non c’è nulla come correre
e farsi capitombolare
coi capelli tutti irritati
gonfi e sessili
piangenti e costosi
tentacoli al cielo
aspetto solo
che caschi
tutto in gocce
aspetto solo
che resti
tutto in storie
che mi racconterò
domani
ancora
domani
ancora.