voglia di prosa

scritto da sarajaneblu
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Autore del testo sarajaneblu

Testo: voglia di prosa
di sarajaneblu

Voglia di prosa, basta sintetizzare, ridurre ai minimi termini ogni sensazione, sentimento, impressione, basta parlare a pennellate. La vita è fatta anche di particolari, oggetti spostati al momento giusto, atteggiamenti, inclinazioni, toni di voce: cose impossibili da descrivere in poesia, a meno che non si decida di buttare giù un poema in versi baciati, ma si tratta di una prosa mascherata da poesia, non fa per me. Ma mi è difficile scrivere così, se non mi rivolgo a qualcun altro: ho bisogno di qualcuno che ascolta in silenzio, che segue e immagina le figure che balenano nella mia mente..ad esempio, io prego per iscritto: quando ho capito che divagavo, che mancavo di rispetto all'uditore di preghiera, che mischiavo fantasie egoistiche, argomenti banali, particolari insignificanti, ho comprato un quaderno alto, di quelli che usavo quindicenne per scrivere il diario, e ho cominciato a scrivere lettere al mio creatore. Non mi sono distratta più; riesco a parlare con questo grande padre invisibile scrivend.o ogni minimo dettaglio, gli dico cosa mi fa stare bene e cosa mi dispiace, lo ringrazio di tutto quello che ho,di cose che possono far sorridere, come il fiorellino spuntato sulla pianta rachitica che ho chiamato come mia figlia. Io non piango più da tanto tempo, ma piango con le parole scritte, e sento il cuore che accelera i battiti quando gli racconto i miei "successi" spirituali. A poco a poco nel tempo il mio cuore si è sciolto, è diventato un liquido prima freddo, poi tiepido, poi bollente: ho capito cosa significa avere un cuore che trabocca, di gioia, di delusione, di speranza, anche di rabbia..ma è un liquido vivo che si muove, gorgoglia, fiotta, si ferma e poi va in ebollizione: non è sangue, è l'insieme di tante sensazioni, tante certezze tanti sentimenti maturati nel tempo. Ho capito cosa significa versare il proprio cuore:. tirare fuori tutto,l'inconcepibile, l'inconfessabile', l'innominabile, i dolori irrisolti e stagnanti, i sensi di colpa motivati o inspiegabili: io lo faccio scrivendo. Di tanto in tanto rileggo le mie preghiere, magari mi vergogno di quello che ho scritto, ma so che il lettore non si scandalizza facilmente. Ma quello che è straordinario e che a distanza di tempo quello che ho scritto è stato osservato, bilanciato, rimediato..e le poche cose che ho chiesto le ho ottenute, ci sono, eccole qua, e non mi resta che ringraziare. Io ringrazio così: abbasso la testa e sorrido nel cuore, lui vede, io lo so, lui mi accetta cosi come sono, capisce al volo, non ho bisogno di spiegargli troppo..mi ha vista nascere, ha visto quanto l'ho cercato, ha visto quanto ho lottato, quanto lotto per piacergli, vede quanto mi dà dispiacere questo corpo che non mi risponde più, che mi limita, e solo lui sa quanto mi rattrista il reticolo che di giorno in giorno appanna il mio viso..ma rimedia subito, mi dà serenità e buonumore, voglia di ridere di tutto, è lui il mio grande amico.
Ah, quando il quaderno è pieno le mie preghiere le butto via, tagliate a piccoli pezzi..nessun altro ha il diritto di leggerle,no
voglia di prosa testo di sarajaneblu
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