Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Entropia
Quando come un coperchio il cielo pesa
soffocando la terra offesa
la pioggia imita una vasta prigione
piena d’angoscia e disperazione
piove su macerie crollate
su carcasse ossidate
piove sulle rovine elettroniche
e le teorie economiche
piove sui siti di stoccaggio
del fallito riciclaggio
piove su cimiteri radioattivi
su tumori ancora vivi
piove sull’arsenale nucleare
che non si può più smantellare
cade su oceani morti una pioggia dura
dove la mente e il cuore si spaura
cade sulla terra nuda cenere grigia
sulla sterile palude stigia
piove nella notte senza stelle
una polvere di nanoparticelle
piove in un’alba senza sole
desolata, senza più parole
piove su animali impazziti
sopra mostri abortiti
piove sulla pineta, spoglia e scabrosa
una pioggia solforosa
piove su campi di grano mutante
piove acqua pesante
scende un diluvio di acido carbonico
sul mondo degradato e disarmonico
una pioggia greve sulla zuppa di plastica
che il popolo dannato mastica
scende a grandi falde neve bruna
nella notte sgomenta senza luna
piove su fiumi coperti di schiuma
su grumi di catrame, sulla terra che fuma
piove su rospi schiacciati
capodogli spiaggiati
piove sul mondo dei vinti
piante e animali estinti
piove su branchi di cani randagi
forieri d’infausti presagi
viene marzo senza più mimose
aprile senza fiori di pruno
maggio senza rose
giugno senza fiori di castagno
primavera silente
la cincia non si sente
primavera sorda
chi se la ricorda
le api scemano, non sciamano
le piante sterili ci affamano
giace all’ombra d’un cipresso
la fiducia nel progresso
le vie d’uscita sono tutte chiuse
i più fortunati mangiano meduse
cadono bombe d’acqua sul suolo impermeabile
una valanga di fango inarrestabile
per l’aria tenebrosa piove a dirotto
sui cavi corrosi del ponte rotto
piove sulle case e le città sommerse
sulle informazioni per sempre perse
piove su Venezia che affonda
e su una piccola ape moribonda
piove sui relitti delle petroliere
le piume incollate sulle spiagge nere
piove fitto nella notte sulla voragine
che tutto inghiotte nella caligine
piove sui tetti coperti d’amianto
fibre mortali portate dal vento
piove su laghi di nichel cromo
sui pozzi avvelenati dall’uomo
piove sul mito seduttivo del progresso
che non può mantenere ciò che ha promesso
cade l’ordigno infernale su Hiroshima
semina cancro il fallout
il nucleare buono devasta Fukushima
paralizza tutto il blackout
piove stronzio, cesio, plutonio
nell’abisso del demonio
piove dicloro-difenil-tricloroetano
su uova di pinguino e di gabbiano
piove tetracloro-dibenzo-para-diossina
sul viso sfigurato di una bambina
piove cianuro a mezzanotte su Bhopal
una strage di poveri innocenti
il progresso si rivela un autogol
alla fine saremo tutti perdenti
cade grandine grossa sullo stupido ottimismo
e l’ideologia funesta del capitalismo
il tasso di crescita dell’economia
sta sepolto nella fossa e così sia
piove sull’enorme debito mondiale
che nessuno può pagare
la natura ce lo sbatte in faccia
il denaro è carta straccia
piove sull’economia dipinta di verde
e il colore si scioglie e si disperde
affonda la nave inaffondabile
sprofonda lo sviluppo sostenibile
piovono pietre senza pietà
sul naufragio della civiltà
il comandante assicura “niente di grave”
ma è il primo ad abbandonare la nave
qualcuno vuole scappare su Marte
ma sulla rampa il razzo non parte
la Luna è piena di cadaveri d’argento
la Terra è un corpo inerte quasi spento
piovono rifiuti e rottami spaziali
stazioni orbitanti, satelliti artificiali
piovono onde elettromagnetiche ad alta frequenza
spezzano i cromosomi della nostra discendenza
cade su piazza San Pietro una pioggia battente
l’urlo delle sirene nel silenzio assordante
piove dal cielo sulle nostre teste
il contagio della nuova peste
uccelli migranti ci cadono addosso
le penne e le piume macchiate di rosso
gli antibiotici oramai sono impotenti
nuovi batteri sempre più resistenti
escherichia, stafilococco
ci tengono in scacco
non ci sono più cure per gli infetti
solo preghiere e lazzaretti
il morbo infuria, il pane manca
sul mondo sventola bandiera bianca
geme il pianeta malato cronico
si estende il deserto amazzonico
cade sul deserto che avanza, una pioggia di fuoco
sui resti carbonizzati a poco a poco
gli incendi corrono, le foglie tremano
le fiamme avvolgono e tutto cremano
nugoli immensi di locuste
nel cielo scuro a mezzogiorno
divorano con mandibole robuste
tutto quello che rimane attorno
ovunque è sete e fame tremenda
uomini e insetti si mangiano a vicenda
i figli cadono a uno a uno
più che il dolor potrà il digiuno
grattacieli abbandonati nelle metropoli
perdono pezzi senza controlli
città fantasma come necropoli
torri e ponti cadono a brandelli
una discarica fumante e puzzolente
cinge d’assedio la città dolente
è seppellita dai suoi rifiuti Leonia
dalla sua arroganza Babilonia
sono sconvolti gli ecosistemi
pervasi da parassiti alieni
mosche instancabili depongono uova
la zanzara trasmette una malattia nuova
in fondo è vero, il bicchiere è mezzo pieno
di acqua inquinata e di veleno
nell’isola di Pasqua l’ultimo albero è morto
a dispetto del nome non è risorto
la volontà di potenza fallica dei moai
finisce col cannibalismo a Rapa Nui
un segnale radio è stato ricevuto
all’ultima spiaggia nessun sopravvissuto
un’onda inconsapevole adagia
corpi senza respiro sulla battigia
navi piene di veleni adagiate sui fondali
come vasi di Pandora fanno uscire tutti i mali
piove su terreni un tempo seminati
ora ridotti a campi minati
piove amaro e tossico assenzio
sul sangue versato che grida in silenzio
cade una pioggia fredda sulla baia di Minamata
e sulla piccola Tomoko dal mercurio devastata
piovono radionuclidi sul sarcofago di Chernobyl
e sulla grande truffa della crescita del PIL
piovono isotopi e molecole abnormi
su bambini nati deformi
cade una tempesta di fuoco sul Vietnam
sui bambini bruciati dal napalm
piove sugli schiavi del coltan, nel Congo dell’est
l’orrore… l’orrore humanum est
piovono idrocarburi sul golfo di Augusta
il mare diventa rosso, l’aria combusta
più si vuole fare ordine
più si amplifica il disordine
il vero volto del progresso
è tutto in questo paradosso
l’impatto ambientale antropico
è ineluttabilmente entropico
l’illusione cognitiva è la genesi
la catastrofe che arriva è la nemesi
nessun filosofo con la lanterna
ci ha fatto uscire dalla caverna
Cassandra grida, vede e prevede
nessuno l’ascolta, nessuno le crede
la verità fa tremare le ossa
con l’intrattenimento va rimossa
piove sulla favola bella che ieri ci illuse
ma tutte le speranze sono andate deluse
piove sull’idolo che ancora c’illude
piove sul pianeta delle scimmie nude
fonde la calotta per l’effetto serra
si ferma la corrente del golfo
si spacca la crosta della terra
si forma un torrente di zolfo
piove sabbia scura sul ghiacciaio
l’acqua dolce si esaurisce
lampi e fulmini su scheletri d’acciaio
la rabbia del cielo colpisce
l’uragano fa volare pale eoliche
pannelli solari, antenne paraboliche
milioni di alberi abbattuti
dalla tempesta in pochi minuti
piovono rocce, lapilli e cenere
aria infuocata come su Venere
piove sulle magnifiche sorti e progressive
su portentose tecniche distruttive
si alza il mare e si abbassa il pH
in questa età superba e sciocca
piange il cielo nero vestito a lutto
sull’infinita vanità del tutto
ora tutto è terribilmente reale
è infranta la menzogna virtuale
s’è inceppato l’algoritmo digitale
è impazzita l’intelligenza artificiale
piove su Wall Street, sulla statua del toro
piove sul moderno vitello d’oro
la tempesta di sabbia copre Dubai
pire di cadaveri a Mumbai
la nebbia rossa avvolge Pechino
bombole d’ossigeno a Torino
non c’è più frutta nella Grande Mela
nuovi miserabili nella mega favela
non c’è più niente da bere a Milano
arida e disseccata per sua stessa mano
il terremoto rade al suolo Messina
l’onda anomala spazza via Lisbona
un ciclone su Washington, baluardo di civiltà
non è rimasto in piedi più niente nemmeno là
il superorganismo non è più connesso
si disgrega fino al collasso
superato il punto di non ritorno
l’atmosfera diventa un forno
il disastro non lineare
cresce in modo esponenziale
la psiche è scossa, l’animo affranto
la mente umana cede di schianto
non c’è più tempo per cambiare rotta
ormai il pianeta è in bancarotta
nessuna mossa è più consentita
in questo finale di partita
finisce la grande marcia trionfale
in questo tramonto globale
scende l’ombra nera dell’eclisse
su questa lenta apocalisse
Torino, 25 aprile 2021