Testo: All'apenoculo (Vespa sì ano) di Timo Degliul Timiul
Sempre cara mi fu questa latrina, e questa siepe che la cinge tutt'intorno ch'anche al solito guardon lo sguardo esclude. Ma orinando e mirando all'intorno da l'interstizi del marmo e da le feritoie traggo silenzi e sì profondissima quiete così che nel pensier mi struggo al ricordo di quell'oreficeria ormai chiusa. E come il vento rimembro lo sciacquio dell'acqua e a quello, solo a quello, vo comparando il resto e allora mi sovvien quella tazza luccicante, e lo spazzolin luminescente al buio, e la latrinaia premurosa e viva, col suo fulgido sorriso. Così, tra queste rimembranze la vescica si rafforza e l'orinar m'è dolce in quest'ormai vetusto vespasiano
All'apenoculo (Vespa sì ano) testo di Timo Degliul Timiul
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.