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Qui, bloccato nelle umili vicende della realtà,
esser nell'infinito vorrei per l'eternità
Oh come cerco di rifugiarmi nell'ignoto vago mondo dell'immensità,
così da non pensar più alla misera quotidianità
E quand contemplo il cielo, le nuvole, lo spazio
dentro di me un desir di pace trova atto
ll pensier dell'assoluto m'è dolce e car
così come i baci della madre che toccan le mie guance e mi fan amar
Quell'infinito spazio m'affascina, m'acquieta e mi distrae,
mi libera e mi consola, allontanandomi dagli affanni della vita
che l'esser suo è la mia fantasia più grand
Lì, mirando la volta celeste, nell'immensità il pensator
inizia a vagar, viaggiando al di là del presente,
al di là della comun gente
E mentre con gli occhi esplora vastità d'illimitata lunghezza,
ecco che il pensier dell'eternità risuona in lui,
tan forte è che qualunquan'altro desir terreno ormai disperso è negli oblii bui
In quest'infinito perdersi si può, tan immensa e senza confini è la sua pelle,
da dimenticar la via di ritorno al mondo familiar
In una eterna quiete di surreali silenzi, ove la voce dell'assoluto si fa largo,
una presenza polisonora irrompe,
il cinguettio degli uccelli,
il vento soffiante,
la solar luce che acceca,
ecco Natura rimpossessarsi della sua scena
E così l'intelletto viaggiator al suo nido
è costretto a tornar, godutosi le meraviglie
che l'eternità gli ha offerto, ora il dolce ricordo di essa
sarà per sempre custodito nel suo petto.