Impossibile fuggire,
per me…
che sono spazio azzurro senza principio e senza fine.
Ma il dolore squarcia la gola
e fascia la testa priva di luce,
isolamento obbligato sopraggiunge come un dardo,
con le gambe strette al petto,
serro tutte le fessure
che mi scagliano verso l’esterno.
Gli occhi chiusi e stretti
come in una morsa
lacrimano e bruciano,
dondolo, niente mi riporta
dentro il mio spazio azzurro.
Qui dentro c’è silenzio,
bozzolo che mi salva dalla follia,
suona solo una nenia stereotipata,
capace di cullare le mie membra estranee,
il suo potere:
è cancellare la memoria e la materialità.
Situazione rischiosa,
questa voglia di estraneità dal mondo,
ed io che provengo,
da una tribù antica, ho imparato
a spezzare il vuoto.
Come?
Autolesionismo,
profonda consapevolezza del male,
d’ origine primordiale,
Non abbiate paura, nessun sgomento, nessun disgusto,
per questa forma di procedura oscura,
a voi… niente tocca.
Esso allontana da un dolore molto più profondo,
quello emotivo
e per uscire dalla bruma oscura,
devo per forza intervenire,
l’autistica lascia infiltrare la ragione,
srotola i pensieri verso la realtà e la responsabilità ,
finalmente mi riapproprio del mio corpo,
un dolore fisico sentito e dovuto,
che riapre la porta
dello spazio azzurro,
che attende senza pretese
il mio rientro.
Autistica testo di Angelica