Ad un passo da ... noi

scritto da Artemide Invicta
Scritto 15 ore fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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Autore del testo Artemide Invicta

Testo: Ad un passo da ... noi
di Artemide Invicta

C’era uno spazio invisibile, eppure denso come piombo, a dividere i nostri sguardi. Una distanza minima, di quelle che si misurano in millimetri, e che tuttavia sembravano contenere il peso di tutte le cose mai dette, di tutti i freni tirati per paura di precipitare.
L’aria nella stanza si era fatta improvvisamente sottile. Sarebbe bastato un gesto quasi impercettibile, un lieve inclinarsi del capo, il semplice sfiorarsi delle dita, per abbattere l’ultimo confine. Eppure restavamo lì, immobili, in equilibrio precario sul ciglio, sospesi tra la prudenza e l’abisso.
Lui mi guardò con quella solita ombra negli occhi: metà difesa, metà resa. Per un istante sembrò arretrare, non con il corpo, ma con lo sguardo, come se cercasse di riconquistare il controllo prima che fosse troppo tardi.
«Non fare così, o finirò per volerti troppo.»
La voce era appena più di un sospiro, ruvida di desiderio e, insieme, attraversata dalla paura sincera di chi sa quanto può costare lasciarsi andare.
Sorrisi appena. Non per sfida. Piuttosto per quella spavalderia lucida che deve accompagnare la corazza che scelgo di indossare ogni volta che decido di guardare il pericolo negli occhi: il pericolo di perdere il mio cuore, ma soprattutto quello di perdere me stessa.
E, nonostante il cuore martellasse furiosamente sotto l’armatura, avanzai di un millimetro.
Quanto bastava per quasi cancellare l’aria tra noi.
«E sarebbe grave?» chiesi.
La voce ferma. Il cuore in tumulto.
Lui non distolse lo sguardo. Non tremò. Ma nei suoi occhi vidi combattere due forze inconciliabili: il vento impetuoso della passione e la fragilità di chi conosce il rischio di affidare il proprio cuore a qualcuno e, nello stesso istante, teme di ritrovarsi solo dall’altra parte del salto.
«Solo se fossi l’unico a desiderarlo.»
La frase rimase sospesa tra noi.
Densa. Definitiva.
Non c’era più spazio per gli inganni, per le mezze misure, per le ritirate strategiche. In quelle poche parole c’era la confessione di una sete condivisa, ma anche il terrore di essere il solo a bruciare.
Non risposi.
Lasciai che fosse la mia presenza, la mia scelta di non arretrare, a dargli l’unica risposta possibile.
Non era solo.
Eravamo entrambi lì, immobili e vulnerabili, ad un passo da ciò che potevamo — o forse avremmo potuto — diventare.
Ad un passo da ...  noi.

Ad un passo da ... noi testo di Artemide Invicta
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