Indescrivibilmente serie

scritto da maramari
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo maramari

Testo: Indescrivibilmente serie
di maramari


Adele aveva una mentalità angusta, contrapposta all’ odierna, così aperta ed in fermento.
Inoltre era vanagloriosa, si pavoneggiava, si gloriava delle sue virtù e di quelle della sua famiglia.
Alcune volte, a sentirla parlare, dava su i nervi.
“Noi siamo una famiglia onesta” diceva “Seria io, serie le mie figlie, serie le mie nipoti.
Io non ho guardato mai un uomo tranne mio marito, che ho conosciuto a tredici anni.
Mio marito è stato l’uomo ideale per me, perfetto sotto ogni punto di vista, mi ha lasciato le redini della famiglia detraendo per se dallo stipendio, soltanto gli spiccioli.
Non fumava, non giocava, non prendeva caffè ed una volta cresciuto il figlio, si accontentava di usare le scarpe che questi lasciava da parte, con prodigalità, anche se erano un poco più grandi.
Era così innamorato che quando lei si alzava da una sedia, lui correva a sedercisi sopra, per assorbire il suo calore.
Non voleva che andassero neppure sprecati i suoi capelli “ne conservava un mazzetto, ogniqualvolta lei se li tagliava. “erano preziosi,” diceva.
E cosa dire delle sue bambine? Serissime anche loro, non avevano guardato mai un uomo, prima di conoscere i mariti. Tutte e tre fidanzate e sposate con celerità”.
“Erano in stato interessante?” indagò Teresa l’amica intima.
“Come ti permetti? I miei angeli!.....Si sono sposate presto, perché così hanno desiderato. E che matrimoni riusciti! I mariti perfetti gentiluomini.
Non hanno occhi che per le loro mogli…..”
“Hanno qualche difetto di vista?”
“Non pensavo fossi così invidiosa!”
“Non si tratta di invidia…e che mi presenti un quadro così perfetto che quasi non ci si crede.
Scusami, a me piace scherzare.”
“E non ti ho parlato delle mie nipoti….Respirando il clima di famiglia, sono cresciute riservate…. Non sono mai andate in un cinematografo né tanto meno a ballare………”
“Poverine!”
“Poverine? Poverine quelle che passano la notte dimenandosi in discoteca………
Le mie sono integerrime, prossime al matrimonio entrambe!......”
“E naturalmente i mariti rappresentano tutto ciò che vi è di meglio!.........”
“Si: religiosi entrambi, prima di ogni pasto recitano le preghiere a casa loro. Uno è madico, l’altro architetto.
Non hanno mai guardato altre donne prima………..”
“Che cosa succederà quando le guarderanno?”
“Come osi?...”
“Così………scherzavo! Manchi di umorismo tu.”
Si sposarono le nipoti: Adele si preiò. Non mancava occasione in cui non si vantasse dell’integrità della sua famiglia, infastidendo gli altri che si erano dovuti adeguare al nuovo andazzo ed ormai accettavano la trasformazione della società.
“Sai” diceva Adele ad Armida, l’altra amica:”la figlia di Mariuccia ha l’amante, l’hanno vista con il nuovo medico della mutua. Era sull’imbrunire ed uscivano da dietro una siepe. Povero marito! Chissà cosa succederà! Senz’altro glielo riferiranno………”
Compiangeva ma si vedeva che gongolava.
“Alle mie nipoti non capiterà” sussurrava ed alzava la testa fieramente. Un giorno si sentì un urlo terrificante provenire dalla casa della famiglia Simoneri. Si seppe poi l’avvenuto. Elsa, che divideva oltre che con il marito anche con la sorella un grande appartamento, una domenica mattina era uscita presto per recarsi in chiesa.
Tornata indietro, perché dimenticatasi di un accessorio, aveva trovato i due in atteggiamento intimo. Sconvolta dalla rivelazione del doppio tradimento aveva urlato.
Urlo che si era ripercosso per tutto il quartiere, poi furiosamente era scappata via.
Fu un episodio che fece molto parlare.
Ci fu chi si dispiacque, chi ne gioì.
Adele era esultante,anche se cercava di nasconderlo.
Quale migliore occasione per compiacersi ancora una volta della condotta delle sue nipoti?
Di fare paragoni? La sua lingua non ebbe requie la signora Ziti disse al marito con un mezzo sorriso: “a quanto sembra, quanto prima beatificheranno la famiglia di Adeli Neri al completo……!”
“E’ insopportabile quella donna con le sue ciance, non si accorge di essere ridicola……..” ribadì lui.
E lo diventò ancora di più in seguito per una faccenda opposta.
La nipote piccola crebbe diversamente dalle altre.
Era vivace, simpatica ed amante della compagnia: una ragazza moderna insomma.
Un giorno dichiarò: “Io non mi sposerò presto, non snocciolerò rosari su rosari, come le bigotte, e guardò fissamente sua nonna, prima voglio fare le mie esperienze, divertirmi avere tredici fidanzati e poi…..trovato il pollo lo accalappierò.”
E così fu.
Si divertì Brina, ebbe tanti fidanzati, fece parlare tutto il paese e poi……..molto tardi si sposò.
L’Adele cambiò argomento di conversazione. Ora parlava di cani: il suo era di razza, aveva un pelo magnifico, abbaiava poco, non infastidiva la gente come faceva quello del vicino che, tra l’altro, era ibrido ed aveva le zecche. Gliene aveva vista una sulle orecchie… che schifo!.....
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