Noi, senza te.

scritto da A cuore aperto
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Autore del testo A cuore aperto

Testo: Noi, senza te.
di A cuore aperto

Tutto quello che volevo era solo restare accanto a te, costruire il nostro futuro fatto di progetti, di case al mare, di turni in reparto, di gite domenicali, di un figlio coi tuoi occhi e la mia malinconia. Avremmo potuto mescolare il nostro sangue e le nostre vite per costruire il nostro presente.
Quando mi hai lasciata, senza guardarmi negli occhi, mi hai chiesto perché non sono andata via io quando ho capito che c’eravamo interrotti, che c’eravamo spezzati dentro in un punto dove gli altri non potevano ancora vedere, ma noi si, noi lo vedevamo già. Non capisci che andarmene avrebbe significato rinunciare alla comprensione della sofferenza, ai nostri progetti, al profumo di pasta al pesto, alle fette di torta cedute e ai panini divisi, ai nostri libri mescolati insieme, alle nostre vite che si erano intrecciate. Tu rinunceresti mai a tutto questo? Come hai potuto chiedere a me di farlo?
Dici di non essere bravo con le parole, che per non ferire, preferisci tacere. Hai dato a me le colpe di tutto per sentirti meno impotente e vulnerabile. Sei rimasto in silenzio quando ti ho chiesto di restare, non mi hai detto una parola quando sei andato via chiudendoti alle spalle quella porta che non si è più riaperta. La guardo spesso la sera, prima di andare a dormire. Spero sempre di sentire il rumore della serratura, la chiave che gira e tu che rientri stanco ma felice di riposarti finalmente tra le mie braccia. Rimango immobile a guardarla per un po’ e ogni volta mi manca quasi il respiro, tanto è forte l’emozione del desiderio di vederti rientrare, mi tremano le gambe. Poi, in un attimo, realizzo che quella porta tu non la riaprirai, che hai trovato rifugio in altre braccia e che in quel momento probabilmente ti stai facendo circondare da esse.
La nostra casa è diventata all’improvviso solo la mia. E la tua non so chi sia diventata. Spero solo che sia accogliente e calda, spero solo che ti dia amore, che tu possa sentirti sempre al sicuro ovunque sei, che tu abbia finalmente trovato il tuo posto e che tu possa smettere di sentirti instabile. Spero che tu abbia trovato il luogo giusto in cui restare, in cui mettere radici, quella stabilità che ti manca e che ti fa essere spesso vulnerabile.
Dici di essere la personificazione del disordine eppure, quando ci sei tu, tutto acquista un senso. Dici di non essere forte, ma di aver imparato ad esserlo, eppure mi sembravi così indifeso quando ti stringevi al mio petto e mi chiedevi di non abbandonarti, quando mi baciavi e mi ringraziavi di averti salvato dalla solitudine e dal male che per tua natura riesci sempre ad attirare. Dici di essere un abitudinario per natura, uno che difficilmente cambia decisione o modo di fare, eppure hai smesso di fumare solo perché sai che a me dà fastidio l’odore del fumo. Non te l’ho dovuto nemmeno chiedere, non l’avrei mai fatto. Una sera, mentre te ne accendevi una, mi hai guardata negli occhi e m’hai detto: “ ti amo troppo per farti respirare quello che non vuoi”. E quella è stata la tua ultima sigaretta.
Odiavo quel bagnoschiuma dall’odore troppo forte, dicevo sempre che ne rimaneva il profumo sul letto dopo che c’avevi dormito. Lo sento ancora sulle lenzuola quell’odore di talco; questa casa sa ancora di te, ogni angolo, ogni centimetro. Ho pensato tante volte di lasciarla, di cambiare vita, ripartire da zero, lontano dalla nostra città. Ma subito mi ha abbandonata questa sciocca fantasia. So che il tuo ricordo mi seguirebbe, che abiteresti qualunque altra casa finchè abiti ancora la mia vita. Continuerei a cercare il tuo odore in qualunque letto, a comprare il riso che a me non piace solo perché tu lo adori. Mi mancherebbero comunque il tuo spazzolino in bagno e il cappotto appeso all’ingresso, il sottofondo musicale a tutte le nostre cene e la tua voce stonata quando fai la doccia.
Sappi che mi è bastato che tu nascessi per sentire di meno la tua mancanza. Ma mi fa troppo male sapere che sei felice anche senza di me. Io non ci riesco. Vorrei avere la forza di mostrarmi fragile ai tuoi occhi, chiederti di tornare e di restare, perché “noi” senza te non è più niente, perché io senza te non so più chi sono e cosa sono diventata.
A volte vorrei che mi avessi conosciuta adesso che ho imparato ad amare prima di tutto me stessa, so che t’avrei amato di più e meglio di come ho fatto, che t’avrei tenuto, che non sarebbe finita. Adesso che ho imparato a comprendere i tuoi “mai” e l’apologia dei tuoi “forse”, che erano solo il tuo modo di dire “rimango, per sempre”.
Noi, senza te. testo di A cuore aperto
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