Mi sono persa

scritto da Vindica
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Autore del testo Vindica

Testo: Mi sono persa
di Vindica

Mi sono persa, lo so, lo sento.
Non riconosco la mia immagine nello specchio che mi sorride e mi sprona.
Dice: “ Andrà tutto bene, ne usciremo”
Ma chi sei tu che mi guardi ora con quell’ottimismo?
Dov’eri prima quando confusa vacillavo in cerca di soluzioni?
Dov’eri quando ho smarrito la mia innocenza scossa da quelle parole sterili e fredde?
Non c’eri a consolare le mie lacrime.
Non hai avuto parole di conforto per la mia anima distrutta in mille pezzi.
Dov’era il tuo abbraccio per riscaldare il mio cuore caduto in un gelido abisso?
Eri fuggita, consapevole di cosa ci avrebbe aspettato, di cosa avremmo vissuto dopo quel giorno, della mancanza che avremmo percepito ogni singolo momento.
Ora è tutto reale.
Quello tanto temuto si è verificato.
Ciò che è stato espiantato un tempo è rifiorito come una pianta carnivora.
L’incubo si è impadronito del giorno e alla notte non lascia riposo.
Nulla in noi collabora, in disaccordo costante, come se avessimo potuto scegliere.
Ma la mia opinione è rimasta annegata sul fondo di una bottiglia mentre la tua si allontanava per non sentire.
Ma io ricordo ogni singolo suono di quelle ore. Quegl’echi mi svegliano ancora la notte. Quelle immagini mi tolgono ancora il fiato. Quegl’ultimi frammenti ancora mi uccidono.
L’oblio stende il suo leggero velo ma non riesce a coprire colline di frasi indimenticabili e affilate come spade che colpiscono a raffica, senza riposo alcuno.
Ed io riconosco ogni singolo taglio, intuisco quale parola ha sferrato ogni preciso colpo, conosco per nome le mie ferite.
Sola ad affrontare quella lotta impari, armata solo dallo stupore di non riconoscere più quegl’occhi, ma consapevole di averli amati e di continuare a farlo.
Sentirsi abbattuta del tuo miglior alleato, spinta nel burrone dalla tua stessa mano, sfregiata dalla tua stessa unghia, calpestata dalla tua carovana, tradita dalla tua immagine.
Rivivo quegli attimi che mi distruggono come se dovessero servirmi come promemoria: non credere più in nulla.
Ciò che gli occhi vedono, il cuore non dimentica.
Mi sono persa testo di Vindica
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