IRONIA ED IPOCRISIA AL MIO FUNERALE

scritto da Isicreative
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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non ci credete..è tutto esaperato al limite! ma qualcosa di vero c'è e ci sarà sempre.
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Testo: IRONIA ED IPOCRISIA AL MIO FUNERALE
di Isicreative

Vedo il mio corpo disteso nella cassa ornata inutilmente a lutto.
C’è molta gente ai lati di essa , sembra immersa nella preghiera e nel dolore.
In realtà molti pensano ai cazzi loro, ma la facciata è importante , la coscienza è pulita.
Sono venuti tutti qui,in quella che fino a ieri era la mia casa. Non ricordo nemmeno perché son morto,quello che so è che non sento nessun senso vitale e allo stesso tempo sto bene. Benissimo direi.
Guardo con curiosità la scena ,leggiadro come l’aria e fluttuante nell’etere sconosciuto che mi permette di stare sospeso sulla testa di tutti.
Guardo il mio corpo. E’ vuoto , ma qualcuno si prende il lusso di toccarlo. Forse per sentire se è già freddo e duro come l’acciaio, forse per captare qualche sensazione da riferire a qualcuno per essere al centro dell’attenzione. Già il mio corpo, visto da quassù non è proprio così male! Quel vestito poi mi dona tantissimo (per quello che è costato!).
Nessuno sa o fa finta di non sapere che marcirà insieme alla mia carcassa. Forse sarebbe stato meglio regalarlo a qualche morto di fame , che morto ancora non è, ma è come se lo fosse.
La mia cassa è costata duemila euro. Il mio vestito quattrocento e i fiori quasi mille. Inoltre quel bastardo dell’agenzia vuole ancora trecento euro per la funzione e il prete altri settanta ,( altrimenti i miei parenti vanno all’inferno!).
Tremilasettecentosettanta euro per imputridire in un loculo che puzza di merda.
Certo che valgo qualcosa ,almeno da morto! .

Mi accomodo accanto alla mia migliore amica. Sta parlando con il suo fidanzato proprio in direzione della mia testa, esanime e di color similviolaceo.
Voglio sentire la sua commozione,il suo tormento.
Parlavamo spesso , mi raccontava tutto o quasi,eravamo amici dalle scuole medie.
C’è l’energumeno del suo nuovo fidanzato accanto a lei. Piange e si asciuga le lacrime poverina, avvinghiata in quel sottofondo lagnoso e contagioso che soffoca la mia bara.
“Renzo , ieri non mi sei piaciuto…” , dice con un filo di voce all’energumeno,
“ Maria , non stavo bene lo sai..dai amore..” risponde lui spingendo al massimo verso la trachea le sue corde vocali per non inquietare il silenzio.
“vedi di rifarti stasera,altrimenti ti cambio..”
“stasera ti.. va bene.. uhm..”
Guarda tu che stronza!. Io sono nella cassa (il mio corpo),e fino a ieri ero vivo , e tu pensi al tuo letto? Diamine un po di contegno! Suvvia!
Continuo a guardare. Vedo il mio principale, abbraccia i miei e poi va da mia moglie.
Si strizza gli occhi come in preda ad un attacco di congiuntivite che tra poco lo renderà cieco.
(In realtà aveva cercato di farsi venire un po di lacrime senza riuscirci fino a mezz’ora prima).
Dall’alto della sua profonda ignoranza si schiarisce la voce e dice:
“signora , suo marito era davvero insostituibile per la mia azienda, non so come potremo fare senza lui..”
No questo no! E’ troppo , mi lancio verso di lui, ma lo trapasso senza nessun contatto.
-Per un attimo avevo dimenticato di non esser più materia-
Che cosa? Brutto porco bastardo , ma se non facevi altro che schernirmi e minacciarmi di licenziarmi davanti agli altri tutto il giorno? Ipocrita di merda!
Cosa speri, di farti mia moglie?
Beh non ci riuscirai, sia ben chiaro!
Non perché sarà fedele al suo candido maritino defunto con lo stipendio da due lire, mentre lei è già perfettamente autonoma, ma perché ha già un altro da due anni!
Quindi smetti di girarle attorno e non fare finta di essere contorto nello sconforto guardandole il sedere.
Ah ! come dura osservare queste scene! Fa più male di esser morto.
Finalmente è arrivato uno che mi ha sempre voluto bene! . Mio cugino Sandro , chissà come la prenderà.. eravamo oltre che cugini , quasi fratelli direi. Aspetto la sua scenata , lo immagino mentre sviene dal dolore e dalla intensa emozione di vedermi per l’ultima volta!
Eccolo entrare nella stanza,guarda il cadavere , si aggiusta la giacca e si accarezza il naso..
Sandro , Meno male che almeno tu sei veramente dispiaciuto per me.!
Mi aggrappo a questo conforto accasciato in un angolo della stanza che ormai puzzava. Attenzione!
Non fraintendete, non è il mio corpo che puzza, ( è ancora in rigor mortis), ma è il sudore di tutta questa gente che si è miscelato diventando così una bomba ecologica.
Ma Sandro capisce tutto.
Ha messo il suo telefonino nella tasca davanti dei suoi jeans con la vibrazione attivata.
Infatti comincia a vibrare. La gente lo guarda e lui è in vistoso imbarazzo.
Sembra che ha in corso un attacco di “convulsione palloiche” .
Gli vibra tutto il pacco.
Finalmente finisce la tortura, ma Sandro ,che mi ha voluto tanto bene,forse per sviare l’attenzione dei convenuti dalla sua figura di merda , suggerisce presto di chiudere la cassa poiché comincia a sentir puzza di cadaverina.
Lo dice in sottovoce ad un nostro zio che a sua volta lo dice ad una sua zia e a sua volta lo biascica ad uno sconosciuto,fino ad arrivare presto a quello che Jung ha definito un esempio di coscienza collettiva applicata:
puzzano loro, ma sono convinti che sia il mio cadavere.

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IRONIA ED IPOCRISIA AL MIO FUNERALE testo di Isicreative
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