Io, delle mie estati, non ho mai raccolto il rosso.
Il calore scivola. La luce scivola. Il sangue scivola. Il tempo scivola, rendendomi palese come di questi giorni non ne sia rimasto nulla, che probabilmente non ha neppure più senso sforzarsi di rimanere a galla, perché non esiste più cosa a cui potersi aggrappare senza prima dover pensare a quanto in basso ci trascini.
La verità è che per me non c'è alcuna differenza: il continuare a sentirmi sola, e cieca, e così tremendamente in basso da provare quasi le vertigini, è sempre bastato a poter dire di avere freddo.
E che fosse estate, o inverno, non me n'è mai importato nulla.
"Non mi piace l'estate", m'hai detto. "Il freddo è molto meglio".
Per te è sempre stato diverso. Hai sempre avuto le idee chiare, a differenza mia, che ti dicevo di amare gli autunni solo perché non ho mai saputo dove stare, perché forse anche le foglie s'increspano e poi scivolano, con quella loro arresa che non si può pretendere di spiegare; perché semplicemente è così che va. Ed è sempre stato così anche per me: i giorni si consumano, col loro fumo a bruciare il volto, ma tutti sanno che bisogna solo stare muti, e stropicciarsi gli occhi fingendo di star bene. Ed io avrei continuato a fingere, se solo tu me lo avessi permesso; se solo non avessi mai saputo rendere quest'aria tanto calda.
È estate anche adesso, ma a nessuno di noi importa finché sappiamo d'esserci, a scaldarci con la differenza delle nostri voci nonostante l'aria calda ci marchi già la pelle, attraverso strade buie che non avremmo mai pensato di percorrere, né ci siamo mai chiesti a cosa ci condurranno - semmai lo faranno; o magari non rimarremo altro che viaggiatori goffi, tutti avvolti all'interno dei nostri mantelli neri, inclini a giocare a rincorrerci per sempre, pur prestando attenzione a non scoprirci troppo.
Ma dopotutto, ci sta bene così.
E se ci capiterà, impareremo a vedere il rosso, come fiori cresciuti a caso fra i nostri muri di pietra.
Ma questa volta sapremo raccoglierlo, insieme, questa estate.
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Comune Mortale.
Memorie d'estate, parte I: Sussurri testo di Comune Mortale