Schizzi di resistenza

scritto da Astor Davas
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo Astor Davas
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Non nel verso, non nella parola.
- Nota dell'autore Astor Davas

Testo: Schizzi di resistenza
di Astor Davas

1

Schizzi d’urlo rovente,
che potresti chiamare
madre o padre-

Cammino per stanze
vuote, che potresti
dire lasciate all’anima.
Perché non ho che il poco
tempo che il Dio-Volto
mi ha regalato-

Schizzi di fede irriquieta
nel verso, in parole grigie
come amnesia.


2

Sono stato fra i limoni,
nelle arie fredde dell’inverno.
E in sinfonie rigide ho riposto
gli strumenti arrugginiti. Ho
scritto il suono d’angelo ombra,

per ribadire il taciuto di fronte
al verso-cemento della penna.

3

Schizzi di lettura cieca;
schizzi che avrei dovuto
richiamare in suoni
scomposti.

Schizzi bruciati di strenua
resistenza al destino in
comune con te amico-tomba.
Schizzi annegati di fervente
opposizione al male bianco
degli anni.

-/-

Il vecchio sorrideva, tenendo in braccio una bimba di appena due anni. I suoi capelli grigi erano arruffati ma puliti, la sua pelle raggrinzita lasciava intravedere delle vene. Quanto era vecchio? Un’ottantina di anni doveva averla vissuti, o forse anche di più. La bambina, dalla pelle candida e il sorriso spontaneo, cercava, invece, di dimenarsi per scivolare dalle braccia rugose e camminare da sola, liberamente.

Una donna sedeva su di una sedia di plastica. Guardava un’orizzonte inesistente, con occhi spenti, mentre i ricordi di un’intera vita scoppiavano nella sua mente. Aveva vissuto una vita sbagliata, come lo sono tutte le vite. Aveva aspettato il tempo, ma lui non l’aveva seguita ma anzi era andato oltre. Schiacciandola e uccidendola lentamente. Ed ora, osservava il muro. Con occhi vuoti, che un tempo erano stati belli, con lo sguardo di un morto, lei che aveva amato tanto la vita. La vita era passata. E mai sarebbe ritornata.

-/-

[Che forse ho vissuto]
Schizzi di resistenza testo di Astor Davas
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