Loro guardano dal balcone di un pomeriggio afoso sono ragazze, giovanni donne che per un attimo ti osservano e scrutano il tuo desiderio di recarti ad una celebrazione loro no perchè si fanno allegramente trascinare dal padre le gambe non reggono e sono esili lampioni resi immobili da un destino scorbutico o da un improvvido guidatore loro sorridono al padre ma quando tu le osservi un maschio potrebbe desiderare la tua amata e allora sì che s'incupiscono una bava di vento lambisce il loro cuore e si soffermano con gli occhi che cascano per terra s'infrangono nell'asfalto rovente di una domenica d'estate
cercano un segno davanti alla chiesa lambiscono arrivarci il padre le accompagna, sono alla soglia delle rampe e quando il pastore della chiesa di Dio le attende tornano indietro il loro è un tenue richiamo no non bestemmiano dall'esterno ma giocano pensando che possono fuggire da tenui sguardi e da involucri vuoti loro no negri nigeriani loro non vanno al mare a cuocersi la pelle a pellegrinare un pallido splendore del loro corpo
Nella chiesa invece la maestra con il figlio attende e la sua guancia sinistra riga le sue mani di macchie scure
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