L’infanzia
Ed è rimasto tutto li dentro,
dentro quegli occhi di speranza.
Il mondo li ha il suo centro,
in ogni circostanza.
È strano il mondo, come la vita,
piena di curve in perenne salita.
Come ogni metro in una montagna,
infinita, subito un altra, è la pioggia che ti bagna.
E che mondo però, riflesso li.
Li in quegli occhi che non posso dimenticare,
erano veri, erano qui,
pronti, a farmi sognare,
un intero mondo che non esiste,
ma che perennemente resiste,
come un sogno per un sognatore,
come l’opera di un pittore.
Era un mondo fatto di stelle,
c’era il sole, c’era la luna,
c’era la pace, non c’era la guerra.
Era un mondo ribelle,
il centro non era la terra,
ma l’universo che umani ci accomuna.
Ah quegli occhi, com’erano belli,
eran fatti di mille colori, eran cervelli.
La mia anima la incantavano,
alla mia mente cantavano,
di un mondo imperfetto, ma felice,
perché era un sorriso a renderlo facile.
Quegli occhi, per me sono l’amore,
quegli occhi è vivere col cuore.
L’infanzia testo di Jospi