il ritorno

scritto da Aluisio
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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l'inizio di un nuovo giorno e la fine di una vacanza
- Nota dell'autore Aluisio

Testo: il ritorno
di Aluisio

Il ritorno

Si è ritirato molto presto Aluiso perché voleva alzarsi prima dell’alba per fare un ultima passeggiata dentro la foresta nera con Flem, l’inizio di un nuovo giorno in mezzo al bosco ha qualcosa di mistico e non solo per lui e quando i tiepidi raggi del sole ancora tenui entrano nell’ oscurità della boscaglia e sente il gradevole odore della terra, gli si riempie il cuore di gioia e ringrazia Dio per averli regalato un momento così bello in un giorno appena iniziato.
Aluisio per il ritorno ha voluto prendere il treno. Gli piacevano molto i viaggi in treno specie quelli a vapore dal fascino un pò retrò, come quello che da Friburgo prese per Tiberg che sferragliando e sbuffando arrivò lentamente a destinazione o come quelli delle valli alpine che gli davano il piacere di gustare la visione di un paesaggio preferito dai territori litorali o degli sconfinati terreni della campagna però le zone delle verdi colline nei mesi di primavera inoltrata quando tutto è sfiorito sono quelle che ama di più.
Nelle grandi linee moderne della ferrovia italiana, trenitalia con le suoi treni superveloci tutto questo non esiste, tutti i posti sono prenotati e non c’è molta privacy, invece in quella linea che veniva dalla Danimarca c’erano delle cabine come nei vecchi treni espresso con un piacevole silenzio e con un relax particolare si ammira il paesaggio che scorre veloce al nostro sguardo e tutta quella situazione di comodità è più allettante per conoscere gente, a volte si conoscono belle persone, altre volte c’è solo un atmosfera rilassante e riflessiva.
Da tempo non prendeva più il treno fuori dall’Italia e aveva fatto un po di giorni prima un biglietto di prima classe, voleva stare solo e pensava che in prima classe non c’era molta gente, voleva godersi quel tratto tutto solo come faceva sempre quando ammirava la natura ma aveva previsto male, c’era molta gente. Nel primo vagone da dov’era salito era solo per i fumatori e Aluisio non fumava più da anni, anche i tre vagoni successivi erano per solo fumatori, nel vagone dopo c’era solo una coppietta abbracciata e Aluisio non voleva disturbare anzi lui si sarebbe sentito disturbato e allora proseguì, quella successiva c’era una donna con un bambino in braccio, due persone anziane e una suora, c’era un posto libero ma non voleva entrare li, quella seguente era uno scompartimento con tre brutte facce e non gli ispiravano tranquillità, c’erano più viaggiatori di quanto credeva e cominciava ad essere stanco di portare quel peso, la fatica era minima con quel modo di spostarsi ma non voleva più quell’impedimento, la cabina dopo era completa, quella oltre era di solo una persona, gli pareva una persona tranquilla stava leggendo documenti, Aluisio con la sua valigia e il bastone da passeggio pieghevole che usava poche volte aprì lo scorrevole.
-Buongiorno sono posti liberi?
-Si! Prego!
Entrò e si sedette vicino al finestrino. Il paesaggio non gli interessava, tutto il panorama era una zona cittadina, più avanti sicuramente la sua attenzione era rivolta al tratto montuoso del confine, gli venne voglia di scrivere, tirò fuori il suo mini portabile che portava sempre con se ma non aveva un idea cosa scrivere e a chi scrivere aveva solo il forte desiderio di scrivere.
Il passeggero che sedeva dall’altra parte era un uomo con un età matura, barba ben curata che formava un pizzetto brizzolato come i capelli scuri e gli occhi chiari, aveva le gambe accavallate stava leggendo una rivista ma preferiva parlare con qualcuno, allora chiuse la rivista, si levò gli occhiali per leggere gli mise dentro la sua custodia e gli cacciò dentro una valigetta di piccole dimensioni tipo una ventiquattro ore, si misero a parlare lui scese a Zurigo e Aluisio era contento perchè non aveva molta voglia di compagnia, in attesa che il paesaggio si facesse interessante, si mise a cercare notizie in un giornale italiano on line, il treno stava ritornando in marcia ma subito si verificò più movimento di prima, entrarono due persone giovani e senza neanche salutare si accomodarono erano un uomo e una donna che avevano avuto un litigio e non parlavano, subito dopo arrivarono altre due persone, quest’ ultimi erano due giovani uomini gentili erano saliti alla stazione da poco passata di Zurigo non parlavano bene l’italiano però si facevano capire ed erano simpatici, Aluisio pensava addio tranquillità, fino a Milano staranno qui e infatti fino a Milano sono stati a parlare di varie cose. Arrivato a Milano Aluisio andò con questi due in metrò fino al Duomo poi si salutarono Aluisio stette fino a sera in giro per i navigli affollati poi, prese l’ultima corsa del treno e arrivò alla stazione di Piacenza, non abitava lontano dalla stazione ma non era in forma e per tornare a casa e prese un taxi.

La metà del mese di settembre

Dopo la seconda settimana di settembre un messaggio di interpello per tutti i dipendenti in via e –mail diceva: Si trasmette in allegato la nota con la quale la Regione Emilia Romagna ha chiesto alle Province di effettuare una ricognizione delle disponibilità di personale da trasferire alla Regione stessa, da assegnare alle strutture nella nota specificate.
Le professionalità richieste sono riportate nelle griglie descrittive anch'esse allegate.
La sede di lavoro sarà Bologna.
Le schede di candidatura dovranno pervenire entro lunedì 28 settembre all'ufficio personale corredate da C.V. (utilizzando se possibile il modello europeo). C’era la firma della dirigente stampata per tutte le copie, in poco tempo molti dipendenti sono andati in prepensionamento, moltissimi si sono trasferiti in comune, molti dipendenti nell’organico dell’agenzia regionale per la Prevenzione e l’Ambiente – ARPAE, chi al tribunale qualche dipendente all’arsenale e Aluisio aveva la possibilità di ricominciare, poteva andare anche in sede del capoluogo di regione o all'Inps o in un altro ente pubblico ma non voleva ricominciare così: calma e sangue freddo ancora per pochi anni pensava. Ora è un posto tranquillo, Aluisio stava bene nell’ atrio con il dolce tepore di meta settembre, ora poteva anche scrivere ma non voleva più. Appena arrivato a casa ha modificato e prolungato la sua storia l’ha presentata a molte case editrici importanti e meno importanti ora aspetta con calma una risposta. Jacopo e Marika non vennero in Italia, più di una volta Jacopo e lui si sono parlati per via web camera, l’ultima volta che si sono sentiti è stato con un messaggio e – mail di Aluisio.

Ciao Jacopo

Anche l’anno scorso in questo mese di febbraio, più o meno in questi giorni ti scrissi e ora scrivo per dirti che non vado da mia sorella forse ci vado l’anno prossimo e anche l’ estate che verrà voglio passare le mie ferie al tuo locale e ti dirò come direbbe una persona metodica e abitudinaria: sempre la stessa stanza davanti la vecchia quercia e sempre nello stesso periodo.
Quest’ anno nuovo è iniziato bene in ambito lavorativo, ma fuori dal lavoro la vita è sempre uguale, come quella di tutti quanti noi che lavoriamo soprattutto per i dipendenti delle grandi aziende private alle prese con il computer per digitare lavori fatte dai capi e io continuo a sentirmi fortunato, solo per il fatto di non essere un pendolare mi sento fortunato ma se non fossi stato disabile forse anch’io facevo le levate prima che spuntava il sole con tanti kilometri per guadagnarsi la pagnotta poi c’è anche la fortuna di non essere dipendente di una ditta privata ma anch’ io come tutti aspetto il fine settimana che sono libero dal lavoro ma in attesa dei giorni di festa ci sono le solite cose di tutti i giorni quasi sempre brutte e noiose da sopportare.
Mi sveglio riposato bene, con la voglia di far colazione e fare due passi per andare al lavoro, poi entro nella bottega del fornaio e mi prendo due o tre panini appena sfornati, i buoni panini ancora caldi e croccanti con quel profumo inconfondibile del pane appena sfornato; mi nutrirei solo di quei panini ma subito mi tocca vedere le donnine basse, brutte e pettegole che tutte insieme ridono, sai quelle risatine acute e disfoniche che fanno venire i nervi a fior di pelle per tutto il giorno? Sarà successo anche a te.
Mi succede anche quella situazione che succede a tutta la gente che pur lavorando vicino casa, quando piove per andare al lavoro si sposta con un mezzo pubblico, sai quel tipo di pioggerellina autunnale lenta e sottile che crea un aria elettrica? Queste pioggerelline odiose durano per tutte le ore lavorative e quando finisce l’ora del lavoro inizia a piovere che “Dio la manda”.
Capita anche di guastarmi la giornata di primo mattino per un incontro che non avrei voluto fare poi entrando al lavoro vedo la brutta faccia di quella collega stronza che mi fa vomitare e la situazione peggiora.
Non sono le situazioni più brutte queste e sono momenti che capitano a tutti e se vivo situazioni sgradevoli vuol dire che son vivo, è così! E’ la vita e nel corso della nostra esistenza tante sono le cose spiacevoli, forse più delle cose che ci danno gioia e serenità, per vivere sempre queste belle cose bisognerebbe essere in un convento di monaci dove tutti sono sempre in una situazione tranquilla o fare il santone indiano che sta meditando nel suo nirvana, qualcuno non la penserebbe così, qualcuno direbbe che basta essere in pace con se stesso per stare bene con la gente e forse questo qualcuno avrebbe ragione ma non lo so! Certi tipi ci sono in giro, tu lo sai meglio di me. Ma continuo nel raccontarti la cosa positiva che mi è successo al lavoro. Mi hanno proposto un nuovo incarico, economicamente non cambia niente ma la soddisfazione che spero di avere mi appagherà molto di più un ufficio tutto mio mi aspetta e la cosa si fa interessante: mi metteranno in rete e sarò collegato con tutti i computers dei dipendenti anche per scansionare dei documenti per chiunque ne avesse bisogno e sono pieno di entusiasmo all’idea che i colleghi mi chiederanno un lavoro che sia diverso dal solito lavoro.
In attesa di un trasloco che ci sarà in questi giorni non riesco a scacciare i brutti pensieri di non avere successo e deludere i colleghi ma soprattutto deludere me stesso, fanno molto male le delusioni sai? Ma il computer lo uso sempre e i programmi nuovi gli imparerò si impara tutto di questo non devo preoccuparmi, devo preoccuparmi invece della frustrazione che avrò se non lavorerò, spero solo di lavorare anche perché avere un occupazione e lavorare poco, poco è una tortura te lo assicuro e quando arriva lo stipendio con il premio produttività se non lo avrò meritato, mi sentirò peggio del fraticello cretino della Caritas che ti dissi e nell’ ente locale ce ne sono tanti di questi tipi sai?
Questi non si fanno dei problemi e magari non si sentono neanche delusi o frustrati e aspettano tranquilli la pensione è così che io vorrei essere nato, invece nisba se almeno mi entrasse in testa che in amministrazione provinciale non importa lavorare tanto o poco, importa saper fare bene le cose e dovrebbe essere cosi per tutti i dipendenti non solo di enti pubblici ma quello che farò sarà un gioco per i bambini dell’asilo, sono tutte cose facilissime e tecnologiche.
La tecnologia ci aiuta, basta pigiare i bottoni e muovere il mouse e tutto è fatto quindi i meriti saranno più delle macchine e io continuerò ad essere insoddisfatto e mi sentirò ugualmente un frustrato ma tu dimmi che puttanata che è questa vita ma devo resistere e per ora sono fregato ma poi vado via, forse vengo su da te, forse andrò dai miei fratelli o chissà? Fra pochi anni ci sarà ancora la voglia di cambiare vita? Il solito buontempone direbbe la classica frase detta e ridetta, tutti l’abbiamo detta: il tempo vola. Si! Ci sarà, non sono molti gli anni e il tempo vola.
il ritorno testo di Aluisio
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