Se potessi non aprire più quella porta a volte stretta altre larga. Spicchio di luna nel desiderio di Fenice e castelli cielo nero, segreti. È difficile uscire dal sogno difficile uscire da te. Mi sveglio ma non mi sveglio compongo questa poesia di ricordi di assurde illusioni di urla incarcerate. Dentro di me nel mio immenso così grande e così debole. Gocce di sudore la mia agitazione mentre prego di non provare emozione. Voglio fuggire da me da te. Questo non è il mio mondo fingo di essere ciò che non sono. E allora prendo il treno senza ritorno e tu non mi fermerai più e di me, rimarrà un vago ricordo. E se un giorno ti tornerò in mente io sarò l’onda l’orizzonte l’infinito aria.
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.