Mi sonnevolo in dolci arie
e sento uno splendìo,
sì lumioso infondo al cuore,
che si posìgia con chiarore gentile
in su le sue labia di candio sole.
Loro, par che siano loco di amorbi novelli,
ove le mie labia se s'avvicinano al sol pensiero
a questo miargolo che il celesio dona,
il me tutto, intero, iniudo e vero,
s'ispange e s'abbandona.