La scommessa

scritto da castagno1
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo castagno1

Testo: La scommessa
di castagno1

Al punto in cui era arrivato, chiedersi se alla fine della giornata gli sarebbe rimasto qualcosa in tasca, aveva poco senso. Aveva scommesso sul numero sette, vincente e piazzato, in ciascuna delle nove corse cui aveva assistito quel pomeriggio. E immancabilmente il cavallo numero sette non era arrivato. In coda al botteghino delle scommesse, il pensiero di destinare i suoi ultimi cinquanta euro alla cena non lo aveva neppure sfiorato. Rifletteva soltanto se fosse o meno il caso di sfidare la sorte puntando di nuovo su quel numero, o tentare il colpo di coda concentrandosi per una volta sulla scelta del cavallo.
Prima della terza corsa, e pure della quinta, aveva ricevuto un paio di dritte, rivelatesi poi corrette, ma le aveva ignorate. Per quest’ultima scommessa aveva addirittura sottomano due cavalli sicuri, non uno soltanto. Shooting star, che correva col numero quindici, e Rosa di maggio, con il nove. Il quindici era dato alla pari, il nove pagava tre volte la posta. Non avrebbe recuperato i soldi persi, ma almeno avrebbe avuto di che campare per la settimana che veniva. Il numero sette, Vento d’oriente, era quotato cento contro uno. Un brocco. Gli allibratori non regalano soldi. Mai
Aveva ancora una decina di minuti prima che le scommesse chiudessero, decise di andare a vedere gli animali al tondino. Vento d’oriente era un formidabile purosangue. Occhi tristi e sguardo fiero. I muscoli guizzavano sotto l’ultimo sole del giorno. Se ne intendeva, lui. Ma quanto contava la sua esperienza? Meno di nulla. Poteva anche trattarsi del miglior cavallo al mondo, montato dal fantino più in gamba in circolazione, ma se era dato a cento, significava che non aveva alcuna possibilità di arrivare. L’ineluttabilità del destino fece sentire tutto il suo peso sulle sue spalle stanche.
Cercò invano di ricordare l’attimo in cui aveva deciso di puntare sul sette. Forse poteva trovare una spiegazione. Sicuramente non logica, perché non c’era alcuna logica in ciò che stava facendo. Ma un motivo, uno qualunque, gli serviva come il pane. Era stato come se una vocina gli avesse suggerito il cavallo vincente, senza però dirgli su quale corsa scommettere. Quella dritta però, non proveniva da un emaciato perdigiorno olezzante di dopobarba a basso costo. Non proveniva dall’esterno. Un brivido gli percorse la schiena. Stava uscendo di senno, non c’erano dubbi.
Non si può vivere di sensazioni. Nessuno campa così. Nessuno che voglia anche portare a casa dei risultati. Per un attimo carezzò l’idea di abbandonare l’ippodromo, e non soltanto per quella giornata. Avrebbe potuto prendersi una sbronza colossale con quei cinquanta euro. Oppure comprare un biglietto del treno per il mare. Sì, ecco, sarebbe potuto andare a salutare il mare.

“Allora, c’è gente dietro di lei, vuol decidersi? Stanno per partire!”
“Cinquanta su Vento d’oriente… vincente” rispose, con un filo di voce e con ancora il mare negli occhi.

La scommessa testo di castagno1
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