Le mie cicatrici

scritto da Elia
Scritto 8 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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La data di stesura è pressapoco quella. L'ho scritto in occasione del laboratorio teatrale al quale ho partecipato come attività extrascolastica. Il maestro di teatro ci aveva dato come tema: le cicatrici.
- Nota dell'autore Elia

Testo: Le mie cicatrici
di Elia

Tanto tempo fa, il filosofo Socrate disse: "Io so di non sapere." e questa frase vale per tutte le persone, di ogni età
Be, a diciassette anni posso affermare di saper per certo una cosa... Nella vita si proverà sempre dolore.
Parlo del dolore psicologico, il peggiore. Quello che provoca un ematoma nella mente che chissà quando riuscirà a guarire.
O il dolore per amici falsi acui avrei dato la vita, ma che invece mi girarono le spalle. E il dilemma di decidere se sia giusto perdonarli, credendo che a volte il lupo possa perdere il vizio e non solo il pelo.
O la disperazione per non essere compreso dalle persone, l'ignoranza nel non provare a mettersi nei panni degli altri, consapevole di poter dare molto più di quanto io pensi. Ma ancora troppo debole per dimostrarlo.
Il dolore a causa della morte di una persona cara, la cui mancanza ha creato un vuoto incolmabile. Cosciente nel momento in cui piango, che quella morte non mi ha portato via solo una persona. Ma anche quei ricordi che tenevo stretti e che ora vorrei donare, insieme alla mia vita, a lei.
O ancora la sofferenza per delle figure di riferimento diverse da quelle che desideravo. E la speranza inutile di riuscire a cambiarle.
La consapevolezza di morire dentro, se non provassi a realizzare i miei sogni. Perché ogni volta che cado schiavo del sistema, perdo minuti preziosi. Come se anche uno solo contasse poco.
Ovviamente è impossibile eliminare completamente il dolore. Ma con che coraggio lo si può infliggere.
Perché tutto ciò piano piano affievolisce la mia voglia di vivere, rendendomi più insicuro e chiuso in me stesso. Fin quando arriverà il momento in cui dovrò decidere se essere come gli altri e provocare lo stesso dolore che sto subendo, oppure perdere per sempre, togliendomi il dono più prezioso al mondo... La vita.
O invece ribellarmi, fregarmene, prendermi quello che mi spetta, senza il timore di essere troppo buono, come se fosse un difetto e avere il coraggio di essere me stesso. So che è la scelta migliore, l'unica soluzione.
Allora combatti i tuoi dolori, eliminali. Non sanno chi hanno davanti, chi sei, di cosa sei capace.
Vivi la vita che inutilmente cercano di impedirti di vivere. E no, non mi ritengo più intelligente di Socrate.
Le mie cicatrici testo di Elia
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