Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Quella volta andammo a cena invitati a casa di una italiana di cui non ricordo il nome, appassionata di tessuti, lavorava a telaio e realizzava opere artistiche con tessuti e legni per lo piú trovati sulla spiaggia.
Lui invece si chiamava Peter, questo lo ricordo, e abitavano in una bella casa in un paese sopra a Diano Marina,in Liguria, forse Diano Aretino ma non ne sono sicuro ora.
Dalla piazzetta del paese si scendeva di poco e la casa era lí, riparata alle spalle dalla tramontana e affacciata sulla vallata sottostante aperta fino al mare laggiú.
Era veramente una bella casa e i lavori se li era fatti lui, Peter, un tedesco con lineamenti perfetti, e occhi azzurri e capelli biondi, e muscoli.
La casa aveva grandi vetrate dalle quali si godeva la vista e una caratteristica molto bella, Peter non aveva fatto angoli ma solo curve e arrotondamenti,il colore dominante creme ma quasi bianco, in contrasto con i colori delle case liguri tipici, i rossi, i terracotta gli aranci.
I livelli a gradoni con agavi e piante aromatiche e una bella piscina.
La cena era proseguita bene fino a che io chiesi scusa per poter uscire a fumare una sigaretta.
Al rientro in casa il clima era cambiato, Peter inizió a aggredirmi fino ad arrivare all'insulto perché stupido che ero fumavo senza sapere quanto questo mi facesse male....eccetera...eccetera...
Io, visto che ho un bel caratterino resistetti alla tentazione di dire alla mia compagna che era giunto il momento di andarcene e da invitato restai ancora un pó facendo finta di nulla.
Passó un anno forse due, e un giorno la compagna di Peter venne in negozio per salutare e per mostrare a degli amici tedeschi dei tessuti ikat indonesiani che l'avevano sempre interessata.
E parlando capí che io non sapevo e quindi mi chiese:
- Ma non hai saputo di Peter? -
- No...cosa...-
- É morto d'infarto -.
A Finale Ligure nella parte chiamata Finalpia vi era allora, parlo degli anni 80 forse fine anni 70 un conosciuto negozio di alimenti biologici e macrobiotici gestito da Pino e dalla sua compagna.
Erano dei veri e propri "talebani" della alimentazione negli anni in cui molti, io compreso, avevano fatto quelle scelte alimentari e i libri che piú circolavano erano Il medico di se stesso di un tal Muramoto, e La dieta macrobiotica di Ohsawa.
A fine anni 90 aprii il negozio nel vecchio borgo di Finale Ligure,e dopo molti anni in cui avevo vissuto in altre parti del mondo riincontrai Pino che venne in negozio e dopo aver chiaccherato del piú e del meno lo invitai a venire nel retro dove avrei potuto fumare mentre ce la raccontavamo.
Lui si irrigidí e cosí come il teutonico Peter inizió a farmi capire quanto fossi stupido a fumare e dandomi lezioni di vita, per altro non richieste.
L'ultima volta che lo vidi stava facendo la radioterapia per un tumore al cervello che di li a poco ne causó la morte....io vedendolo indifeso e confuso non infierii e anzi ricordo quanto partecipai con lui al suo dolore e alla sua confusione rispetto a ció che gli stava capitando.
Chi rimase del tutto spiazzata e incapace a rassegnarsi fu la moglie..e si puó capire dopo che per decenni hai creduto che, mangiando miglio, riso integrale, miso eccetera e avendo comportamenti in linea con la filosofia di vita che professi, questo ti cauteli da malattie che secondo questa filosofia sono generate da cause facilmente riscontrabili e che quindi in qualche misura ti garantisci uno scudo contro di esse.
Steve Jobs lo conoscete tutti, anche se magari non personalmente, comunque so che lui si alimentava in maniera super corretta, cercando solo cibi biologici, anzi biodinamici e se ben ricordo spendeva 6.000 dollari a settimana per procurarsi cibi che arrivassero da terreni e con tecniche colturali garantite biodinamiche.
Sappiamo penso tutti come é finita la vita di Steve Jobs e quale sia stata la causa.
Ora, io non solo non consiglierei nessuno di mettersi a fumare, mi ritengo un pirla nel farlo, per altro ero riuscito a smettere per quasi due anni e da qualche mese ho ricominciato, penso non solo che mi faccia male ma che é possibile che sará la causa della mia morte, sono arcifelice che mio figlio non fumi e quindi nei primi due esempi il fumare é solo funzionale alla mia riflessione, per altro ancora avrei potuto utilizzare altri argomenti per esempio le religioni specie nella versione del fanatismo religioso di cui mi ritengo un buon conoscitore, o che so, la politica per esempio.
Quello che ho inteso con queste mie riflessioni é che io come natura e tanto piú all'etá anagrafica che ho, sono un cultore dell'Elogio del Dubbio, anche senza andare a scomodare Platone Socrate Cartesio ecc., sempre e comunque, e quelli che hanno certezze di qualunque tipo mi mettono angoscia oltre a ritenerli poco intelligenti, sono peró convinto che le persone che mi "aggredirono" a causa del mio vizio lo facessero per il mio bene, quello che peró traspariva era la loro convinzione di essere nel giusto e di avere in qualche modo la veritá in tasca come si suol dire e che io fossi solo uno stupido ignorante, che sarei morto presto a causa delle mie attitudini mentre loro sarebbero vissuti in eterno...o quasi.
Solo il dubbio ci garantisce libertá di pensiero visto che per altro non vi sono certezze certe, a parte il fatto che prima o poi, in un momento qualunque, moriremo.
Scritto il 20 novembre a Jinotepe