Contenuti per adulti
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Artù, il mio pappagallo lo dice spesso:
“Toc toc, è permiessso?”
Bussa due volte, sempre educatamente
prima di sfondare l’uscio del nonsense
e arruffarsi, farfugliando trivialità da villano
come fosse un grossier, col piumaggio da decano.
È un’elegante lori arcobaleno, mangia solo frutta e polline
chiacchera con tortore, merli e qualche rara rondine.
Ma quando sente arrivare il passo bipede di un sapiens
parte con le sue baggianate, intrappolato nel delirio da audience
ed essendo un baggiano acculturato, camuffa la voce,
incanta le folle, sa dire pure “viva la pace”,
salvo poi sguainarti addosso guano misto ad antrace.
Se un forestiero, (bianco rosso nero non fa differenza), tenta di sfiorarlo
cala nella parte, stride come un rapace, lo sgranocchia come un tarlo.
Convinto d’essersi reincarnato in un Gran Visir, con i geni del leggendario Jafar,
lancia missili a grappolo, che esplodono in bombette munite di radar.
Lo guardo sconsolata e non so che pensare. Forse davvero tutto il mondo è paese
e nessuno, nemmeno un innocente pappagallo, è esente dal politichese.