Accesa la sigaretta, con il vento vinto e fiacco spettatore della giornata il pazzo, suona parole armene e guarda l'orizzonte vivo dentro bevuto un sorso e poi dopo un'altro alcool e fatine colorate prendavano parte alla danza, e là, sempre all'orizzonte stava appollaiata l'immagine di un bambino troppo vecchio per giocare assaporato l'amore sapore della vivacità, il pazzo mise virgole e stelle, cieli belli quelli di ieri, con flauti e paesaggi di mentori e coste da toccare con la nave della speranza marinai e mozzi ridono e chiedono il perchè ma oltre lo scoglio della malinconia si infrange il vetro della luna lì il cristallo prese a girare come un pazzo, il pazzo, chide ancora perdono perchè non potrà mai essere vivo finito di bere, nel cuore finito di fumare una carezza il mare sarà un ubriaco virtù avverso e disteso verso la giovine sensazione Vita
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.