volevo liberarmi di me mi guardavo con disprezzo come un senso di vendetta il mondo mi aveva tradito era arrivato tardi gli uomini, le donne erano arrivati tardi o non c'erano mai la mia presenza era ingombrante mi dava fastidio per casa evitavo gli specchi evitavo le finestre, i vetri qualsiasi cosa mi riflettesse evitavo quanto più possibile le persone cercavo di parlare il meno possibile soffrivo in silenzio strozzavo i miei pianti urlavo come un muto
era tremendo convivere con me stesso non sopportavo di dover condividere la cucina il letto, il cesso con il sottoscritto ero il peggior coinquilino che potessi desiderare odiavo cucinare per quello che ero pulire la sporcizia di quello che ero diventato andavo a letto angosciato mi svegliavo disperato un altro giorno speravo di non arrivare a sera
non avevo le palle di farla finita ci pensavo al tramonto ero ancora un romantico ero fallito anche in questo non avevo stile mi chiedevo dove fossi finito non mi ritrovavo mai se non nel fondo di una bottiglia non ero in grado di uccidere i miei pensieri non sarei mai stato in grado di uccidere me stesso
mi rimase solo di andare avanti ero un uomo senza palle
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.