Non più quell'inferno

scritto da serbasciu
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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70º dalla liberazione di Auschwitz
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Testo: Non più quell'inferno
di serbasciu

Fiamme, fiamme, di notte, di giorno
fiamme, dentro, fuori, intorno
tutto il sopportabile è stato sopportato,
tutto l'insopportabile è stato inflitto.
Danze di lingue roventi
con chiome di fumo nero denso,
immobile sopra i ruggiti delle fiamme.
Carcasse di sogni, di sentimenti,
di timidezze, di progetti,
brandelli di quotidiana umanità
ammucchiati in una fossa
divorati da vampe furibonde
si sciolgono in faville inestinguibili.
Un uomo, niente di più,
niente di meno che un uomo
che si trascina dentro
le sue meschinità, le presunzioni,
le poche soddisfazioni, le antipatie,
le occasionali cattiverie,
un mediocre esemplare umano,
ma con gli stivali e una pistola,
occhi infelici davanti a lui,
ha un lavoro da eseguire,
uccide ed è annoiato,
uccide, ma è contento del lavoro compiuto.
Tu, infelicità che un tempo eri donna,
ora un grumo di orrore,
guance scavate nel riverbero del fuoco
che urla al tuo fianco nella fossa crematoria,
tu che all'abbaiare del suo comando
danzi e speri così di salvare
quello che avanza della tua vita,
ti prego, dammi la mano,
non più quell'inferno,
non più quell'abisso di violenza e di dolore,
non più quell'infezione di ottusa indifferenza,
per mano ti prenderò,
ti porterò lontano, senza parlare,
e non avrai paura e non avrai più fame,
nel mio cuore, nel mio cielo ti porterò,
nel mio mare ti salverò.
Non più quell'inferno testo di serbasciu
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