E mi ritrovo ancora a pensare a lui; come altre migliaia di volte sono qui che scrivo e penso.. ed ogni volta che ci penso è come se mi distruggessi un po, è come se più ci penso e più mi viene voglia di pensarci.
È strana come cosa, ma è cosi. Sarò fredda, forse.
Penso.. penso se a volte lui ci pensa a me; se a volte mi guarda, se a volte avrebbe voglia di ritornare qui..
io ho voglia di rivederlo, ho voglia di riabbracciarlo, di poterlo toccare.. ma ogni volta mi viene uno strano brivido alla schiena, anche adesso sta accadendo; è come se alle parole “poterlo toccare” mi ritorna in mente quando lui era li, fermo in mobile davanti ai miei occhi, aveva le mani fredde, congelate ( più fredde delle mie); era così bello, era vestito bene, non lo avevo mai visto vestito così. Era sereno, con gli occhi chiusi; chissa a cosa stava pensando, chissa dov'era con la mente e con l'anima, l'unica cosa che sapevo che il suo corpo era li, che le mie mani stringevano le sue fredde. Non volevo uscire, volevo stare lì, non volevo allontanarmi dal “letto” in cui giaceva. Al solo pensiero che quella potesse essere l'ultima volta che gli toccavo le mani mi veniva il panico, che tutt'ora ho.
Ed è strano che tutto ciò, ora, mi strazia a morte; è strano pensare che è gia passato tanto tempo da quel giorno, ma non ne sarà mai passato abbastanza per potermi dimenticare di lui..
è vero, infondo non lo conosco tanto, non ci ho mai parlato delle mie cose e lui non ha mai fatto lo stesso, ma eravamo e siamo legati, in parte, dello stesso patrimonio genetico, e saremo legati per sempre.. e questo mi gratifica un po.
Ok, basta parlare in generale..
“ adesso voglio parlare con te, si, con te.. lo so che mi stai ascoltando, so che puoi leggere queste parole, con i tuoi occhiali con le lenti ultra spesse.. lo so che sei qui.. se solo ti potessi vedere, se solo ti potessi toccare; se solo potessi tornare..
ci hai lasciato in un momento in cui la nonna aveva bisogno di te, tua figlia aveva bisogno di te, io avevo bisogno di te.. insomma te ne sei andato quando noi avevamo bisogno.. te ne sei andato senza dire nulla, senza avvisare.. e questo è quello che ho odiato di più; rimpiango mille volte di non averti salutato, di non averti potuto dire nulla prima che tu partissi.. e sarebbe stato meglio se fossi andato in viaggio, perché comunque,avrei saputo che da un giorno all'altro saresti tornato, ma non è stato così.. non sei più tornato.. e ti odio per questo, te lo ripeterò mille volte..
voglio il tuo ritorno, lo sto aspettando.. ma so che sarà difficile, ma avrei bisogno di sapere tante cose..
vorrei sapere se sono la nipote che avresti voluto avere, se sono ciò che desideravi, se ti manco, se vuoi tornare, se in un qualche modo ti ho ferito o deluso.. vorrei dei tuoi consigli.
E scusa se ero piccola per capire l'importanza delle persone, scusa se a volte ti ho sottovalutato, se a volte non mi interessava, sa a volte ho preso sottogamba certe cose.
Ma come ho già detto ero piccola, forse troppo piccola per capire..
il giorno dopo del tuo funerale ho davvero realizzato che da quel giorno non saresti più stato fisicamente presente, non ti avrei più rivisto seduto sulla sedia con i piedi sulla tavola, mentre guardavi i film che più ti piacevano, quelli con i cowboy; non ti avrei potuto più vedere sorridere..
e sai, ho dei ricordi, forse troppi ricordi annebbiati; non ricordo con lucidità ogni tua espressione, le tue parole.. ho tanti frammenti di ricordi qua e la per la mente..
e l'unico ricordo indelebile è stato quando ti ho visto, nell'unico luogo dove non avrei voluto vederti: nella bara. Eri bello si, ma cazzo eri morto.
Cercavo invani tentativi per vedere se il cuore ti batteva ancora, se muovevi le ciglia, se per caso con il calore delle mie mani tornavi in vita..
ma non c'era niente che io potessi fare. Nulla.
Il nulla avevo nella mente e il nulla mi circondava; io e te: ti guardavo, ti scrutavo in cerca di un minimo dettaglio..
e l'ho vista, l'ho vista la foto di me e di mio fratello nel taschino della giacca; ho visto anche il boccino da giocare a bocce nella tasca dei pantaloni..
e poi non ho trovato altro, se non, un corpo senza vita, distrutto dal fumo, con il polmoni ormai bruciati. Si questo ho visto; ti sei fatto trascinare nel mondo dei vizi. E quante volte ti abbiamo ripetuto di smetterla con le sigarette, di finirla perché se no finiva male; e tu, l'unica cosa che dicevi era “taci” (in dialetto) così ti tiravi fuori la tua sigaretta e fumavi.
Andando avanti con il tempo hai dovuto attaccarti alle bombole con l'ossigeno, non riuscivi più a fare le scale e il tuo respiro si faceva sempre più affannoso, insopportabile e stanco.
Eri stanco vero? Tutte le medicine che prendevi, tutte le volte che dovevi fare qualcosa ma non ci riuscivi per via dei polmoni, tutte le visite, andare sempre più raramente a giocare a bocce..
oramai vivevi in casa, erano poche le volte che uscivi. Non riuscivi neanche a venire qui, a trovarmi.. venivamo noi, e non so se a te faceva comodo.
Ti ricordi com'era messa la nonna mentre tu eri praticamente distrutto a causa del fumo?! Te la ricordi?
Era a letto, se poi quello si poteva definire tale.. anzi specifico meglio: era sdraiata in sala in un letto da ospedale, con la gamba in gesso, tibia perone rotti e frammenti vari.
Incidente causato dalla sua amica e pure vicina di casa. Ad un incrocio a Correggio. Ora ti ricordi?
Era distrutta pure lei, ma per ragioni completamente differenti.
E tu te ne sei andato quando lei era in queste condizioni.. non che tu potessi darle una mano, ma però almeno aveva qualcuno in casa con cui stare, con cui parlare..
invece il primo agosto del 2009 tu eri in cantina, non si sa bene a fare cosa mentre la nonna era sul letto d'ospedale.. si sente un tonfo, e poi per tre volte la nonna sente queste parole “o dio mama”..
come poteva la nonna salvarti. Come poteva lei.. ha dovuto mettersi sulla carrozzina da sola, venire in cantina e poterti aiutare.. ha detto che appena è arrivata in cantina è pure caduta dalla sedia, forse si è sbilanciata troppo e voleva vedere doveri.. otto minuti e l'ambulanza era gia li, ma non c'è stato niente da fare..
eri gia morto.
Ed io, io ero al mare con i miei genitori, mio fratello e gli altri nonni.. come diavolo potevo aiutarti? Come avrei potuto.. oh cavolo.. rimpiango questo, eravamo arrivati al mare il giorno prima..
e appena ho saputo che saremmo ripartiti a breve perché non eri stato bene non avevo pensato a questo, non avevo pensato al peggio. Non pensavo..
invece, è successo quello che non volevo accadesse.
Quel pomeriggio stesso partimmo per arrivare a casa, il tempo era passato velocemente ed eravamo arrivati a casa, era tardi così andammo a letto..
il mattino seguente eri gia bello e vestito in quella camera, in quel “letto”..
bello tutto ciò vero?
Mi dicevano di non piangere, mi dicevano di essere felice perché tu eri in un posto molto più bello e sai, ci credevo.. ma adesso, so che magari stai bene, ma ti vorrei qui. Mi dicevano che un giorno ci rincontreremo. Mi dicevano che alla notte, dal quel giorno, ci sarebbe stata una stella più luminosa, eri tu.
Ed ogni volta che guardo le stelle penso a te,penso a quale tra le tante è la più bella e quella più luminosa.. poi cerco di immaginarti, cerco un disperato tentativo di ricordarmi i tuoi lineamenti, il tuo volto. A volte ci riesco, ma tante altre fallisco.
Mi dicevano che presto sarebbe tornato tutto alla normalità. Non è così cavolo, come può tornare tutto come prima se non ci sei più e loro lo sapevano meglio di me, in fin dei conti ero piccola.
Piccola per capire ma abbastanza grande per dire che mi sei mancato da subito..
in quei giorni avevo ascoltato una canzone, dei Sonohra – l'amore -
e ora sta rimbombando nelle mie orecchie..
Guardo il cielo e non vedo altro colore
solo grigio piombo che mi spegne il sole,
l'unica certezza è gli occhi che io ho di te.
Due fotografie è tutto ciò che rimane,
sul mio letto il vento le fa volare,
la distanza che ci divide fa male anche a me.
Se non vai via, l'amore è qui.
Sei un viaggio che non ha ne' meta ne' destinazione,
sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore. così
Sono solo anch'io, come vivi tu, cerco come te...
L'amore.
Quel che so di te è soltanto il tuo nome,
la tua voce suona in questa canzone.
Musica e parole emozioni che scrivo di noi.
Se non vai via, il mondo è qui.
Sei un viaggio che non ha ne' meta ne' destinazione,
sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore. così
Sono solo anch'io, come vivi tu, cerco come te...
L'amore. [l'amore]
Cambia il cielo i tuoi occhi no,
come vetro è l'amore che sei.
Sei un viaggio che non ha ne' meta ne' destinazione,
sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore. così
Sono solo anch'io, come vivi tu, cerco come te...
L'amore.
Ed è vero che ho soltanto poche fotografie di noi, insieme; ed è vero che mi fa male la distanza che ci separa; ed è vero che una parte del mio cuore l'ho lasciata a te che non ho avuto la possibilità e il tempo per conoscerti meglio; ed è vero che sapevo solo il tuo nome, so anche che tipo di film ti piaceva, che facevi i crucipuzzle, che ti piaceva giocare a bocce e poi? Cosa so di te? Nulla di particolare..
e mi manchi nonno, mi manchi tanto.. molte volte vorrei averti al mio fianco per chiederti aiuto.. ma non ci sei, dove sei?
Torna ti prego..
ti voglio bene
Sara
torna ti prego testo di budina