C’è perché non c’era

scritto da Ruby Reind
Scritto 2 mesi fa • Pubblicato 2 mesi fa • Revisionato 2 mesi fa
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Testo: C’è perché non c’era
di Ruby Reind

C’era una volta, iniziano le fiabe.
In questa fiaba c’è un mondo, fantastico nella mente di chi lo crea, ma non di chi vive la realtà.
Solitamente dovrebbero avere un lieto fine, ma questa fiaba un lieto fine non ce l’ha.
O forse sì, dipende dai punti di vista.
C’è perché non c’era, una ragazza che per proteggersi come poteva, creava castelli di sabbia.
All’apparenza avevano mura solide, ma sarebbe bastata anche solo una mareggiata per consumarli, oppure per spazzarli via.
Costruiva, di giorno in giorno, la sua piccola fortezza.
Qualche giorno era stanca di costruire, altri giorni invece era contenta del lavoro che stava facendo, perché ammirava le sue creazioni.
Era convinta che fossero perfette, impenetrabili, indistruttibili.
Altri giorni dubitava che le fondamenta potessero cedere, ma nel frattempo continuava.
Andò avanti per anni, senza mai stancarsi, quando un giorno tutto cambiò.
Vide il cielo grigio, sentì il vento innalzarsi, ma non ci fece più di tanto caso: “prima o poi migliorerà”, diceva.
Invece, più i giorni passavano, più le nubi circondavano lei stessa e i suoi castelli.
Solitamente, quando c’è una tempesta in arrivo, ci si ripara, ci si protegge.
Ma lei no: testarda com’era, decise di rimanere allo scoperto.
Un fulmine la colpì.
La colpì così forte che rimase a terra per un po’.
Se lo aspettava, ma non per questo fece meno male.
Quando riuscì a rialzarsi, si rese conto che tutto il suo piccolo reame era stato spazzato via dalla tempesta.
Le restò solo il silenzio di ciò che aveva custodito dentro, e che ora non c’era più.
E la cosa che le fece più male non fu vedere tutto il suo lavoro andato in fumo, ma il fatto che fosse convinta che sarebbe durato.
Ma come sarebbe potuto durare, quando non si ha il controllo degli eventi esterni?
Doveva prevederlo.
E anche se l’avesse previsto? Avrebbe potuto fare qualcosa?
L’unica cosa che poteva fare era non salvare quello che aveva costruito, ma salvare lei stessa.
O forse, se non fosse successo, non si sarebbe mai salvata.

C’è perché non c’era testo di Ruby Reind
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