Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
ALEM NELLA NEBBIA
Vi fu un tempo in cui gli abitanti del mondo apprezzavano davvero la vita, la custodivano con cura in ogni sua forma e, inconsapevolmente, godevano dell'armonia che caratterizzava ogni singolo giorno.
Ma in una notte di luna calante, nacque tra loro Alem dagli occhi vitrei e d'un colore insolito.
Egli crebbe come tutti, ma si rivelò profondamente diverso dagli altri, facendo cose che nessuno aveva mai fatto.
Alem amava in modo smisurato la propria immagine e confrontava di continuo le proprie capacità con quelle altrui, cercava di cogliere in fallo chi gli stava intorno, si riteneva migliore, portatore di ogni verità e sapienza. Desiderava lodi e apprezzamenti che potessero aumentare quell'ego già così forte in lui, voleva potere, controllo, voleva...voleva...voleva, ma ciò che dava era poco o nulla e quel poco era pura apparenza per ottenere il proprio tornaconto.
C'era chi lo invidiava, chi lo guardava con sospetto, chi lo rispettava incondizionatamente, temendo la sua collera che spesso aveva effetti devastanti su coloro che mai l'avevano provata.
Un giorno, mentre camminava nella brughiera, si alzò all'improvviso una fitta nebbia che in breve celò ogni cosa.
Alem si sedette ad aspettare, ma la bruma si faceva sempre più densa, togliendo il respiro. Per la prima volta una sorta di timore lo colse e si percepì indifeso in quello che gli si parava davanti come un immenso mare di vapore. Il suo duro cuore aumentò il ritmo e gli occhi vagavano alla ricerca di un segno che potesse rivelare il sentiero.
Riprese a camminare ed era come se si muovesse in un labirinto di arbusti che gli graffiavano la pelle ad ogni passo. Pareva non esserci una via d'uscita, ma lui era Alem e il suo ego gli diceva che nulla avrebbe potuto sopraffarlo.
All'improvvisò, infatti, uno strale di luce ruppe quell' uniformità inquietante. "Ecco", pensò, "ciò che attendevo è finalmente arrivato e non poteva essere che così".
Camminò Alem dagli strani occhi vitrei, seguendo quel raggio che era l'unica cosa visibile. La nebbia non si dissolveva, ma egli credeva al potere di quella luce che gli era apparsa.
Continuò a seguirla e lo condusse ad una vecchia fontana di pietra.
Era inverno e il gelo aveva reso immobile il filo d'acqua che da essa sgorgava. Sul fondo, una sottile lastra ghiacciata giaceva trasparente e altrettanto statica.
Gli occhi di Alem si posarono su quel ghiaccio e, ad un tratto, vide il suo riflesso come in uno specchio.
Egli ammirò la propria avvenenza, ma l'immagine svanì e accadde qualcosa di assolutamente insolito.
La lastra non rifletteva più il suo volto, ma il suo essere più profondo e i suoi pensieri, proprio come se gli fossero usciti dalla mente.
Per la prima volta Alem ebbe consapevolezza di ciò che era ma, inizialmente, la cosa parve non turbarlo.
Non c'era autenticità nella sua esistenza, doveva apparire ad ogni costo, inserirsi nelle vite altrui confrontando, invidiando, cercando difetti e fragilità per colpire. C'era arroganza, intransigenza, crudeltà nei suoi gesti, un dare per avere e vendetta per chi non stava alle sue regole e ai suoi voleri.
Alla fine egli si infuriò, non voleva vedere e mettere in dubbio la percezione della propria perfezione.
Con un sasso infranse l'acqua ghiacciata della fontana che, con un sonoro schricchiolio, andò in frantumi.
La luce sparì e la nebbia si trasformò in una sorta di prigione invisibile e invalicabile.
Alem riprese a brancolare in quel vapore che lo avvolgeva sempre di più. Camminò a lungo, ma non trovò la via che cercava e il suo corpo finì per dissolversi nella stessa nebbia.
Per tutti, la sua scomparsa divenne un mistero irrisolto, ma nessuno poté rendersi conto che frammenti del suo spirito divenivano parte dell'anima di ogni nuova nascita.
Il respiro di Alem permeava ormai la realtà umana e sarebbe stato così in ogni tempo.
Da allora, in questo mondo, quello spirito tenta di impossessarsi degli uomini ed essi non sono sempre in grado di scacciarlo dalla propria vita, diventando, in qualche modo, simili a lui.