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La mia dignità
La mia dignità è silenziosa.
Non ha bisogno di applausi,
non cerca riflettori,
non si vende al miglior offerente.
È una presenza che cammina con me,
anche quando nessuno la vede.
Sta dritta accanto al mio respiro,
anche quando la voce trema.
Non è un trofeo da esibire,
non è un’armatura lucente.
È pelle viva,
che ha conosciuto il fuoco e la carezza,
che ha imparato a distinguere
il peso delle parole
da quello degli sguardi.
La mia dignità non si misura nei successi,
né si spegne nei fallimenti.
Non si piega davanti all’arroganza,
non si alza sopra gli altri
per sentirsi più alta.
È il mio diritto di dire no,
quando tutti si aspettano un sì.
È il mio diritto di restare,
quando sarebbe più facile fuggire.
È il mio diritto di andarmene,
quando restare significherebbe tradirmi.
La mia dignità è fatta
di scelte invisibili,
di battaglie silenziose,
di lacrime asciugate in fretta
per non dare spettacolo al dolore.
È il mio modo di guardare il mondo
senza abbassare gli occhi.
È il mio modo di guardarmi
allo specchio e riconoscermi,
anche quando tutto intorno cambia.
La mia dignità non è perfetta.
Ha cicatrici,
ha esitazioni,
ha momenti di buio.
Ma non ha mai smesso di camminare.
È la mia radice più profonda,
quella che nessuno può strappare.
È la mia voce più vera,
anche quando tace.
E se un giorno dovessi perdermi,
se il rumore del mondo
mi confondesse,
so che sarà lei a riportarmi a casa.
Senza giudizio.
Senza rabbia.
Solo con la forza di chi sa
che valgo,
anche quando non me lo ricordo.