Con ali di farfalla
Fragili e maestose
Vorrei
Aver tenacia e sicumera
-Ma non celar il pavido cuore
Vorrei squarciare
-Con esse
Una coltre d’ iraconde nubi
Spianar la via al raggio di sole salvifico
-l’unico, il solo, sì incerto-
Leggera e possente
Darei voce alla Luce
Fronteggiando il silenzio
Colorerei di variopinto mistero
La tela scarna d’un mondo
-prima di me
spento
Potrei
Girovagare per i cieli infiniti
-di questa vita
E sentirmi leggiadra, impercettibile,sospesa
Eppure immensa:
Immenso trionfo d’un passato lontano
Fior d’un bozzolo che nulla prometteva eppure
M’ha donato maestria e beltà
m’ha insegnato il volteggio
E allora
Altro non oso, altro non so
Che tessere ghirigori di vento al mio passaggio
Che spandano intorno sinfonie e leggerezza
-d’animo e core
Che ispiri, il mio volo, l’arte sottile
Di sorvolare i rammarichi
E d’ ambire alle vette
M’involo io e dimentico i macigni
Miro al cielo e nulla s’oppone
E sempre stato lì
-il cielo-
A vegliar su di me e attendermi
Dovevo solo
Cimentarmi e andare