Vicini

scritto da Raskolnikov
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Testo: Vicini
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Vicini

I vicini rompono le scatole, non è più come in passato quando se avevi bisogno ti aiutavano.
Attualmente, i miei vicini sono una star di TikTok e, al piano di sopra, una psicopatica che sta sempre a pulire con l'aspirapolvere. Poi un cane che abbaia a tutte le ore e una donna che sbraita sempre al telefono con qualcuno che la sopporta con certosina pazienza.

Ricordo la dolcezza dei vicini di quando ero bambino. Da una grata che separava un lungo balcone ecco apparire la riesana, una vecchina dal sorriso sdentato che mi sorrideva regalandomi sempre soldi: mille, duemila o tremila lire. La ricordo con affetto, era la vicina ideale.

Ci fu un periodo, quando m'iscrissi all'università di Palermo che ebbi per vicine alcune prostitute, c'era sempre un viavai di uomini loschi e furtivi che salivano e scendevano. Poi, in un interno adiacente al mio, uno studente che di giorno faceva lo studente, ma la notte era un'altra persona: coi suoi amichetti usciva truccato di tutto punto con minigonna e tacchi a spillo.

Poi, dopo aver finito il servizio militare, abitai in una pensione dove coi vicini condividevo toilette e cucina: un giovane bancario di Ragusa collezionista di profumi (un giorno mi spiegò per filo e per segno la storia del flacone Marte di Battistoni), uno studente di Giurisprudenza che ascoltava le canzoni di Ligabue a ruota continua e un tunisino di Susa che amava cucinare e friggere interiora di agnello, lasciando l'ambiente come un campo di battaglia con schizzi e unto dappertutto.

Non dico e non dirò mai cosa trovavo in bagno. Anzi lo dico: liquidi organici, cacca e schizzi di sangue come se nella vasca da bagno si fosse consumato più di un delitto.

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