La paura di essere Donna

scritto da F.C.
Scritto 10 anni fa • Pubblicato 10 anni fa • Revisionato 10 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di F.C.
F.
Autore del testo F.C.
Immagine di F.C.
F.
La paura di essere Donna
- Nota dell'autore F.C.

Testo: La paura di essere Donna
di F.C.

Oggi ho deciso di scrivere sui terribili femminicidi a cui, noi donne, siamo obbligate a sottostare.
Quante storie si sentono quotidianamente? Quanti uomini violenti si impossessano, nel vero senso della parola, della vita della propria consorte non permettendole di condurre una vita normale?
Mi chiedo come sia possibile, nel ventunesimo secolo, permettere ancora a uomini di questo calibro di vivere normalmente e continuare a distruggere la vita di povere donne, troppo deboli per riuscire a vendicarsi e riscattarsi da quello che, ormai, è diventato per loro un rapporto malato, una via di perdizione e di non ritorno.
Sono arrivata alla tragica conclusione che bisogna morire per ottenere giustizia.
Le minacce di morte, gli stalkeraggi continui, la violenza psicologica, non sono indizi abbastanza sufficienti per far si che il carnefice venga condannato e rinchiuso;
le donne, vittime senza colpe, sono costrette a vivere con la costante paura di essere vicine alla morte, una morte ingiusta, che non meritano ma che, ormai, rappresenta il loro tragico destino a cui sarà impossibile scampare.
Siamo finiti in una società in cui tutto sembra normale e in cui tutto viene giustificato. Non ci stupiamo più di nulla. Alla notizia dell’ennesimo femminicidio ci limitiamo a dire “ non se ne può più” e spegnendo il televisore torniamo alla nostra normalità, alla nostra vita quotidiana, non pensando che quella stessa vita la avevano anche tutte quelle povere vittime, che hanno avuto la sfortuna di imbattersi in un uomo che non è stato in grado di assimilare e accettare la fine di una relazione e che, per insano egoismo, ha deciso di togliere loro la vita. Non ci soffermiamo a pensare che la stessa cosa potrebbe accadere a noi, a chiunque. Quello che più dovrebbe spaventare è come anche quelli perfettamente insospettabili siano diventati i principali colpevoli. Uomini con un lavoro fisso, con una bella famiglia. Li definirei “i mostri domestici”. Non hanno scusanti. Non hanno alibi. Uccidono, quando hanno un’altra relazione, perché la moglie diventa un ostacolo; o, se la moglie decide di lasciare il tetto coniugale, perché ritengono la propria donna un oggetto personale che non debba essere condiviso con nessun altro. Ma come possono essere sopportati ancora questi soprusi? come si può far finta di niente e permettere a questi “uomini” di porre fine alla vita di donne innocenti e colpevoli solo di essersi innamorate di mostri dall’aspetto di principi azzurri?
Tante iniziative, campagne contro la violenza delle donne, documentari, film, cortometraggi, iniziative importanti, eppure, ogni due giorni una donna viene uccisa ingiustamente. Come possiamo restare ancora così immobili? Alle prime denunce bisognerebbe agire. Subito. Tempestivamente. Senza se e senza ma. Bisogna agire anche quando si tratta di violenza psicologica. Questa è la peggiore di tutte. Non porta graffi, lesioni o lividi evidenti sul corpo ma porta traumi che, probabilmente, non si riuscirà a risolvere. Traumi che impediranno di poter vivere in un futuro una relazione normale, un amore normale. Donne che si sono innamorate di uomini che promettono loro amore eterno e che poi tolgono loro tutte le sicurezze per far si che esse si sentano perdute senza di loro. È facile finire in questo terribile circolo vizioso, ed è difficile, in questi casi, riuscire a ribellarsi, a parlare, a denunciare questo tipo di violenza. A volte non ci si rende conto di tale manipolazione. Si arriva a pensare unicamente che, forse, la mela marcia, quella che ha avuto la fortuna estrema di essere colta da quel contadino "coraggioso", sia lei, la vittima innocente, troppo insicura per ribellarsi.
Eppure tutti vogliono sempre le prove. Le prove finali per dire “ eh si, forse quella povera donna aveva ragione”. E si arriva a dare una parziale giustizia alla famiglia della donna che, avendo perso la figlia, della “giustizia” se ne farà ben poco.
Essendo anche io una donna vorrei essere più tutelata. Vorrei riuscire ad avere più sicurezze.
La paura di essere Donna testo di F.C.
1