Lontana chiama, la mia terra aspra di profumi, di colori ululanti, di radici legnose graffianti che vicine allo sguardo giacciono scolpite nel cemento. I suoi sacrifici di pane e di sangue hanno combattuto con l’odio ma di gloria sorride silenziosamente. Tanti paesi gli occhi han visto di lungo in largo e per confini e regioni gli sguardi ne vedranno ma ora trepidante scrivo bramando le emozioni delle pietre i volti muti e chini al ribollire di una terra impastata di nero orgoglio fumante , di pianti silenziosi e di risate allegre e sgangherate.
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