Ecco l'apparizione della mia vita, il volto che vedo ogni giorno della mia misera carriera, il satanasso che mi attende come angelo custode, l'ombra che mi segue dalla nascita, l'unico compagno fedele è costei, questa losca figura.
Sotto un freddo sole a faccio i conti con ciò che rappresenta. Cerco finalmente il coraggio di guardarla in faccia, senza paura degli scheletri che racchiude. Sono qui, volgo il mio sguardo a lei, scrutandola dal basso, solo ora mi rendo conto del suo vero aspetto, di quanto sia realmente pietosa e commiserevole più di ogni altra cosa. Ha l'aspetto di una vecchia malandata, senza affetti, senza cari, senza nessuno che se ne badi, sola al mondo, più sola di quei cani randagi che mendicano un po' di calore. I suoi piedi nudi, sono scalzi, i segni gialli indicano i lunghi cammini degli anni le hanno lasciato, segni che non lasciano più trasparire la giovinezza spensierata, ormai andata, in quei primaverili prati in fiore che furono.
Brandelli di stracci neri, l'avanzo cadaverico di un macabro funerale, coprono le minute ed esili ossa, giù, fin sopra le caviglie, a stento si reggono, poiché, pochi sono gli appigli carnosi rimasti su cui aggrapparsi, a causa di una dieta fatta di sassi e aria.
Le braccia elargiscono uno spettacolo ancor più aberrante con i loro pezzi di pelle marcia che pendono da ferite mai guarite e ancora sanguinanti.
Al fine eccomi arrivato, l'ultima cosa che avrei voluto vedere, il suo volto.
Scavato dal tempo, leggo le storie passate tra le innumerevoli rughe su delle labbra sottili come fogli. Occhi bui, spenti come la notte, versano lacrime di amaro veleno mentre mi guardano, sembra dicano “benvenuto figlio mio”. Ipnotizzato vago nel tempo, sospeso, impallidito. D'un tratto la vedo cadere con la faccia nella polvere, e mentre la soccorro, mi accorgo che si tratta del mio io impastato con sangue e terra.
Nel mio dolore, con l'ultimo filo di voce, prima di spirare, rinnego Dio e maledico il Mondo, mi chiedo “alla fine è questo ciò che mi spetta?, questa è la mia ricompensa?”.
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LA SIGNORA MIA VITA testo di Descrittore