La lunga strada lungo la quale tutti camminiamo, che nessuno conosce, ha il nome di esistenza. L'unica strada senza piazzole di emergenza o aree di servizio, senza luci e senza segnaletica, senza indicatori, senza tabelle informative.
Preceduta da una faticosa, interminabile salita, dove i più deboli soccombono fermandosi prima, a quel casello che richiede il suo tributo, tutti siamo costretti a pagare un pedaggio che non prevede denaro, ma l'anima, la vita, poiché è l'unica cosa che abbiamo da dare affinché si possa proseguire.
Un posto dove non esistono sensi di marcia, poiché tutti andiamo nella stessa monotona direzione, nonostante ciò, sono frequenti gli incidenti e pochi sopravvivono.
Un immenso traffico di miliardi di persone, eppure, nessun ingorgo, tutto scorre senza interruzioni da secoli e millenni.
Con l'acceleratore al massimo, viaggiamo inconsapevolmente verso un traguardo indesiderato e sconosciuto, la morte.
Alla fine di questa strada, della quale non esistono cartine, il traguardo si erge maestoso alla fine di una lunga discesa che dobbiamo affrontare senza freni.
Dopo un viaggio iniziato non per nostra volontà, ci si ritrova da soli, al di la del tutto e del nulla, vagando solitari nell'eternità senza poter tornare indietro, e quando ci si volta per un ultimo sguardo, tutto sembra un sogno, il traguardo tanto disprezzato svanisce come una nuvola di fumo alle prime luci dell'alba.
Il niente è ciò che resta di noi alla fine del viaggio.
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LA STRADA testo di Descrittore