Buonista del ca**o

scritto da ells_p
Scritto 18 giorni fa • Pubblicato 16 giorni fa • Revisionato 16 giorni fa
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Autore del testo ells_p

Testo: Buonista del ca**o
di ells_p

D’essere umano
comportandomi sto
m’ella, Giada,
dicemi:
«buonista del ca**o»






– – – –
Nota:
Non sono solita commentare le mie poesie, ma in questo caso ci tengo a spiegare l'evento che ha portato alla scrittura di questo testo. Perché è un evento che, seppur a distanza di 5 mesi, continua a farmi riflettere molto.

Questa poesia nasce dopo un'accesa discussione avuta con persone con cui non ero in confidenza e che ha portato alla chiusura totale del nascere di una possibile amicizia.
Sono stata definita «buonista del ca**o» perché stavo cercando di far capire che insultare pesantemente una persona per l'aspetto fisico, nonostante questa avesse risposto bruscamente (quando le era stata rivolta solo gentilezza e cordialità) con aggiunta di commento razzista, portasse inevitabilmente nel torto.
Non stavo difendendo nessuno, erano tutte nel torto. E glielo avevo fatto notare in modo educato, scusandomi perché capisco che i moralisti sono un po' rompip@lle.
Non ero rimasta in silenzio solo perché avrebbe significato essere d'accordo con loro e andare contro i miei princìpi. 

Eppure Giada (non da sola) ha voluto “difendere” la propria amica (vittima di razzismo) ad ogni costo, pure da me, che non ero neanche contro di lei. 
Non nego che, a un certo punto, pure io ho perso la pazienza (perché mi stavano solo insultando dicendo che non gli importava ciò che dicevo), cosa di cui mi vergogno e pento tutt'ora, perché mi ha fatto diventare maleducata come loro. E menomale che la discussione è avvenuta su WhatsApp, altrimenti non oso immaginare quello che sarebbe potuto succedere, visto che i toni erano parecchio accesi. (Il che, ad essere onesta, mi stupisce, perché la discussione è nata per un motivo alquanto futile ed è continuata solo per testardaggine)

In seguito ho anche parlato privatamente con la diretta interessata che aveva subito razzismo, con la quale mi sono scusata per aver perso la pazienza con le sue amiche (perché lei, nonostante ci fosse rimasta male, non aveva reagito come loro), e la quale si è scusata per il comportamento delle sue amiche, riconoscendo che avevo ragione io.
Solo che io non volevo che mi desse ragione (anche perché non avrei detto quello che ho detto se avessi pensato di essere nel torto), volevo solo che (perlomeno in cuor loro) Giada e le altre mettessero da parte l'orgoglio e si pentissero di ciò che avevano fatto (o che almeno riconoscessero di essere nel torto).

Detto questo, non voglio essere fraintesa, non penso di essere migliore di loro. Sono umana, ho i miei difetti e anche io commetto errori tutti i giorni. 
E magari dovrei imparare a scegliere meglio le mie battaglie, ma la questione “aspetto fisico” è una delle questioni che mi sta particolarmente a cuore e non sono riuscita a trattenermi.
Anche perché rispondere all'odio con l'odio non porta a niente, se non ad una spirale di ignoranza senza fine.

Tutto questo per dire che se seguire i propri princìpi etici e morali fondati sul rispetto (anche se per un attimo mi ci ero allontanata quando ho perso la pazienza) significa essere una «buonista del ca**o», allora non me ne vergogno. Sono una buonista del ca**o.

Buonista del ca**o testo di ells_p
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